Busto “piazza calda” tra superstipendi e promozioni irregolari

Il segretario comunale uscente Giacomo Rossi, ora alla provincia di Biella, ricorda il lavoro svolto "all'ombra" della Corte dei Conti, e augura buona fortuna al suo successore: "Una buona scelta per Palazzo Gilardoni"

Il nuovo segretario comunale Domenico d’Apolito ha definito quella di Busto Arsizio "una piazza calda" e non a torto. Chi ne sa qualcosa, essendosi bruciacchiato il fondoschiena su una poltrona rimasta costantemente rovente per gran parte del suo mandato, è il predecessore Giacomo Rossi, felicemente approdato da qualche tempo alla segreteria della provincia di Biella. Un "salto" che deve avergli fatto tirare un sospiro di sollievo dopo le corse contro il tempo (e la Corte dei Conti) che hanno caratterizzato il suo mandato. Una vera patata bollente quella che si era trovato per le mani: la "mina" delle promozioni senza concorso, esplosa poco dopo quella dei super-stipendi dirigenziali.

Ma che Comune aveva trovato, e che Comune lascia Giacomo Rossi? Di norma il ruolo di un segretario comunale passa molto sottotraccia. Non è stato il suo caso: le circostanze lo hanno messo insolitamente in evidenza. «Diciamo che da qui in avanti occorrerà un lavoro di medicina generale, piuttosto che di emergenza» concede, «i soggetti interessati sono stati moltissimi, qualcosa ancora resta da ultimare». E gli strascichi di quanto verificatosi, con la beffa dei dipendenti (non strapagati, ma irregolarmente promossi) costretti a restituire soldi all’erario, sono pesanti.
«Cosa ho trovato? Preferisco tuttora non pensarci». Velo pietoso. Dopo tre mesi di tranquillità, nei quali nulla sembrava trapelare, Rossi si è trovato sul tavolo, racconta, una lettera dal ministero del Tesoro che chiedeva a che punto fosse la vicenda dei recuperi. Era il marzo 2007. Da lì prendeva le mosse una faccenda di notevole complessità, che avrebbe costretto il Comune ad assumere fior di consulenti in ambito giuslavoristico e a formare intorno a Rossi un gruppo di lavoro che ha ricostruito, con penosa minuzia, ogni atto adottato tra l’ultima fase dell’amministrazione "Tosi bis", quella targata Rosa e la gestione del commissione prefettizio Guglielman, all’incirca sei anni di attività amministrativa passati al pettine fine in cerca di ogni e qualunque potenziale o concreta irregolarità. Più tutti gli atti conseguenti in autotutela, per attutire le conseguenze. «Credo di aver ben eseguito il mandato del sindaco Farioli e della sua giunta, e spero che il personale del Comune, grazie anche alla riqualificazione e ai concorsi, possa ripartire trovando gli stimoli necessari a fare bene il proprio lavoro. La sedimentazione dell’accaduto sarà lunga» ammette Rossi, «ma a Busto Arsizio se c’è un elemento da correggere non sono i dipendenti». La gestione del personale resta un aspetto difficile, date anche le note condizioni di insufficienza numerica cronica del medesimo: per tacere dei recenti trasferimenti disposti verso Agesp Servizi, che non lasciano tranquilli i lavoratori di Palazzo Gilardoni.

«Il tempo è galantuomo» filosofeggia Rossi, e mette tutto in prospettiva. Sarà. Busto caso di scuola? Con le "grane" che aveva, si diceva che altri enti locali trovatisi nelle medesime pastoie facessero la fila a Palazzo Gilardoni per imparare come uscirne. «Ma non credo, non abbiamo certo avuto ambizioni di "scuola", più che altro ricordo una corsa contro il tempo per tutelare al massimo possibile i dipendenti. Sindaco e giunta, va detto, si sono assunti una bella responsabilità avviando il risanamento». Che era comunque inevitabile e necessario. Rossi in passato ha avuto giudizi impietosi su tutto questo brutto pasticciaccio alla bustocca. «Giudizi che mi sento di confermare, anche alla luce di sentenze ormai numerose che condannavano persone coinvolte a inmportanti restituzioni di cifre. A fronte di certe scelte erano i dirigenti che per primi dovevano vigilare più e meglio».

Al di là di tutto, per il nuovo segretario comunale Giacomo Rossi ha parole di incoraggiamento: «Per consocenza diretta posso dire che è un buon elemento, una buona scelta. Gli auguro la migliore fortuna, poi essendo un ex maggiore dell’aeronautica, chissà che possa mettere le ali a questo Comune».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2009
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