Caso Monti, un mare di polemiche

Lo scontro sul presidente della commissione servizi sociali sta facendo litigare i partiti in Comune

emanuele monti, leghista, scontro politicoLo scontro sul presidente della commissione servizi sociali sta facendo litigare i partiti in Comune. Rimettiamo in fila le cose. Emanuele Monti (nella foto a sinistra, accosciato mentre tiene la bandiera, con la sciarpa bianca), leghista, candidato alla segreteria cittadina della lega, esponente nazionale dei Giovani Padani, apparentemente poco diplomatico ma in realtà a soli 25 anni un politico fatto e finito, a volte su posizioni anche dure, protagonista della campagna contro il centro di via Pola, ma capace di mediare quando occorre. Ecco, tutte queste cose messe insieme fanno il personaggio Emanuele Monti, e se ci aggiungiamo che è anche l’organizzatore della risottata contro gli scambi di coppia di Azzate, si completa il quadro di un politico inventivo e pieno di sorprese ma criticato dai colleghi che lo giudicano un po’ «supponente», come lo ha definito in consiglio comunale l’avversario Angelo Zappoli. Ma il fatto che non avesse convocato la riunione della commissione servizi sociali da tempo, ha fatto infuriare Roberto Molinari, il segretario cittadino del Partito Democratico, un moderato caratterialmente molto diverso da Monti, poco avvezzo ai colpi di scena, ma molto legato al concetto di correttezza istituzionale. Molinari ha condotto per mesi una forte polemica contro Monti finché lo ha pizzicato fuori tempo massimo, dopo varie richieste di convocazione e solleciti in commissione. Monti, forse troppo sicuro di sé, ha fatto arrabbiare anche Pdl e Udc, e i consiglieri lo hanno sfiduciato, anche se i partiti si sono affrettati a chiarire che non c’è un problema politico, ma solo legato alla persona.
La Lega Nord, lunedì sera, ha fatto quadrato intorno a Monti, attaccando Udc e Pdl i quali avrebbero fatto il gioco dell’opposizione, accusandoli così di aver ordito una vera e propria imboscata. Il segretario provinciale Stefano Candiani è stato chiaro: «Confermiamo la fiducia a Monti». Insomma, il giovane leghista, abile ma amante del «politicamente scorretto» resta al suo posto. Che faranno gli alleati?
Flavio Ibba, consigliere dell’Udc che ha firmato la sfiducia: «Il giovane inesperto è Monti che non è stato in grado di gestire una commissione che a tutt’oggi non è stata ancora convocata. La Lega ha il diritto alla presidenza solo se presentare una persona in grado di far svolgere i lavori».
Per la maggioranza tuttavia è un caso che va disinnescato e il giovane presidente della commissione  non demorde:  «Lascerò solo se gli impegni a livello provinciale con la Lega mi impediranno di lavorare bene finora e ricordo anche che l’ottante per cento dei temi discussi in commissione è stato chiesto dall’opposizione». Caso chiuso o no?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 novembre 2009
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