Chi vuole una pubblica amministrazione efficiente?

Il problema è stato affrontato “dal di dentro” alle ville Ponti, nell'ambito del convegno “La centralità della Pubblica Amministrazione per lo sviluppo del paese” organizzato dalla Uil Lombardia

Non è per niente facile parlare di Pubblica Amministrazione senza usare frasi fatte, o fare di tutta un’erba un fascio: le generalizzazioni sui “fannulloni” e sull’eccesso di lavoratori nella pubblica amministrazione, stigmatizzate persino dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, spengono nell’opinione pubblica qualunque tipo di dibattito più serio e approfondito, che già da anni dovrebbe essere fatto per rendere più efficiente un comparto che non solo impiega tre milioni circa di lavoratori, ma è di vitale importanza in una quantità di settori tra i più disparati – dalla scuola alla sanità, dalla pubblica sicurezza al controllo doganale – per la qualità della vita dei cittadini italiani.

Settori che il termine generico “Pubblica Amministrazione” non aiuta a spiegare e i cui problemi e le cui eccellenze faticano ad essere evidenziate, rendendo difficile perciò l’eliminazione degli sprechi e il riconoscimento dei meriti. Un problema che è stato invece affrontato “dal di dentro” questa mattina, 17 novembre 2009, alle ville Ponti, nell’ambito del convegno “La centralità della Pubblica Amministrazione per lo sviluppo del paese” organizzato dalla Uil Lombardia.
Che ha innanzitutto posto la questione concreta, cioè: «Individuare sistemi efficaci per recuperare “risorse aggiuntive” a quelle nazionali da destinare alla contrattazione territoriale per premiare la maggiore efficienza ed efficacia dell’azione pubblica e, al contempo, creare le condizioni per adeguare le retribuzioni al costo reale della vita sul territorio» come ha spiegato nella relazione introduttiva Teresa Palese, segretario della Uil Milano e Lombardia.
Una delle soluzioni sarebbe la concretizzazione del Federalismo, in un’ottica che consenta una maggiore autonomia economica agli enti locali, e alle regioni soprattutto. «Anche se non è una soluzione che possa dare risultati miracolosi a breve» ha spiegato Valter Galbusera, segretario generale della Uil Lombarda. «Quella del federalismo è una decisione già presa, e perdipiù nel 2001 – precisa Stefano Tosi, consigliere regionale PD – ma non è ancora stata messa in pratica». Esattamente come la contrattazione di secondo livello, che per la pubblica amministrazione esiste ma non corrisponde alla contrattazione decentrata di molti altri settori e, soprattutto, non è diventata strumento di differenziazione dei risultati produttivi.
Eppure di esempi virtuosi ce ne sono, come l’efficenza dell’Agenzia delle Dogane, raccontata da Mario Sabia, segretario nazionale Uil Dogane. Che racconta di una agenzia informatizzata dagli anni ’80 e premiata nel 2004. Un’agenzia che è a livelli europei – anche perchè segue la legislazione UE – e che è arrivata a contrattare anno per anno con il ministero le somme da aggiungere agli stipendi come premio di produttività. Meno fortunati invece, ma ugualmente virtuosi, gli esempi fatti da Alessandro Lupo, segretario nazionale Uil dei vigili del fuoco, che hanno spesso lavorato pagandosi la benzina, o dal segretario regionale Università e ricerca Fabio Naldi, che racconta dei dipendenti dell’università, da molti anni vivono una situazione precaria dal punto di vista dei contratti. «La crisi ha permesso di capire che sono necessarie nuove regole, anche nella Pubblica Amministrazione – spiega Alessandro Colucci, consigliere regionale Pdl – Perchè solo nei momenti di difficoltà si trovano le vere soluzioni, anche se richiedono una assunzione eccezionale di responsabilità». Una frase importante, ma che apre il dibattito, anziché dargli forma e soluzione: «La verità è che siamo tutti d’accordo, nei convegni, sul fatto che ci vogliono i finanziamenti e che debba essere premiata l’eccellenza. Ma poi, nel concreto, non succede così – stigmatizza Antonio Focillo, segretario confederale Uil – Tanto che una domanda alla politica va fatta: ma la si vuole realmente, una Pubblica Amministrazione efficiente?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 novembre 2009
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