“ChiaVe: un progetto che apre le frontiere”

Il giorno 19 novembre si aprirà un momento di confronto che culminerà il giorno 20 con un Convegno/Laboratorio tenuto da esperti del settore

Nel dicembre dello scorso anno il Comitato di Pilotaggio del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia Svizzera ha ammesso al finanziamento il progetto “ChiaVe: un progetto che apre le frontiere”, presentato dal Comune di Vergiate come capofila, in partnership con il Comune di Sesto Calende, la Cooperativa L’Aquilone e, per la Svizzera, il Comune di Chiasso.
Si trattava di un progetto, per altro partito poi a febbraio 2009, consistente, del valore di 572.000 euro in un triennio, 100.000 per la parte svizzera e il resto per la parte italiana, con una richiesta di 427.000 euro di contributo che, come abbiamo già avuto modo di dire, era stato interamente concesso, tenendo presente che solo un progetto su tre, di quelli che furono presentati era stato ammesso a finanziamento, e nemmeno tutti per intero. Già questo non faceva che far capire la specificità e la estrema serietà dei temi trattati dal progetto. Da questi presupposti nasceva il progetto ChiaVe che aveva ed ha ancora oggi l’ambizione di aprire le frontiere, di accorciare le distanze, di avvicinare tecnici, politici, giovani, di sperimentare e attivare azioni innovative che vadano a rispondere ai reali e concreti bisogni che i territori esprimono con l’obiettivo di coinvolgere a diversi livelli gli adolescenti, i giovani e gli operatori sociali.
Ora dopo quasi un anno di impegno è venuta l’ora di far conoscere il lavoro svolto e quello che si sta svolgendo e soprattutto i primi risultati conseguiti. Ecco quindi che il giorno 19 novembre una conferenza stampa al CAG di Corgeno (che per altro compie 15 anni) aprirà un momento di confronto che culminerà il giorno 20 con un Convegno/Laboratorio tenuto da esperti del settore fra cui Docenti Universitari. Un evento dedicato principalmente ad amministratori e tecnici del settore oltre che operatori dei 3 comuni interessati. Un importante momento di confronto e quindi di condivisione di senso e di obiettivo per verificare inoltre gli obiettivi e l’efficacia che sta avendo il progetto. Quindi tecnici e politici a confronto in questo convivio a Vergiate per la terza volta che lavoreranno assieme in sottogruppi con diverse competenza e tutto ciò per migliorare la crescita, che è parte integrante del progetto, di chi si trova poi ad operare sul campo come ad esempio nell’educativa di strada (non da periferia urbana) dove Vergiate e Sesto Calende sono stati dei veri pionieri con importanti riconoscimenti a livello nazionale. Oggi, dopo sette anni di lavoro, l’educativa di strada non è più quindi da considerarsi un progetto ma a tutti gli effetti è un vero e proprio servizio al territorio. Un servizio che è cresciuto e cresce sia sulla sua esperienza ed in parte anche sui propri errori ed oggi possiamo tranquillamente affermare che può essere un esempio per altri enti e può quindi “fare scuola”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2009
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