Edilizia tra crisi e bisogno di sicurezza

Al congresso Feneal protagonista la crisi dell'edilizia. Cercando di affrontare il futuro di un settore che nel 2009 ha perso migliaia di occupati

Sarà la crisi dell’edilizia la protagonista del congresso provinciale di Feneal Uil che si svolgerà alle Ville Ponti domani, 5 novembre 2009: un incontro che avrà una sua anima pubblica nella mattina, in particolare con la tavola rotonda delle 11 sulla sicurezza e regolarità nel settore delle costruzioni.

Cosa è stato fatto in provincia di Varese fino ad ora sull’argomento, e cosa fare d’ora in poi? Questa è la domanda a cui l’incontro cerca di dare risposta: «A livello nazionale abbiamo 850mila lavoratori censiti nelle casse edili, erano un milione alla fine del 2008 – Spiega Antonio Massafra, di Feneal Uil – Il che significa che abbiamo già perso 150mila lavoratori, mentre altri 150mila sono in cassa integrazione, che se non rientrano al lavoro si aggiungeranno alle fila dei disoccupati. In provincia di Varese, dall’inizio dell’anno abbiamo perso 1500 addetti e 257 aziende. Di queste 257 aziende perse, metà sono aziende strutturate della provincia e avevano attrezzature tecnici capannoni. La situazione, insomma, è preoccupante»

Nell’incontro di domani, oltre ai dati che fanno la fotografia dell’oggi, si discuterà anche del cosa fare per dare una svolta al settore:  «Come la previsione di un registro e una certificazione per le ditte di costruzioni, che ora non devono passare alcun esame  – spiega Massafra – E poi la richiesta di accettare un solo livello di subappalto, che è una vera piaga: la catena dei subappalti deve essere bloccata».

Da Feneal arriverà infine una proposta molto vicina ai tempi moderni:«Se gli infortuni tra gli italiani calano, sia a livello nazionale che provinciale,  tra gli extracomunitari aumentano. Un problema che si accentua nel periodo del ramadan, quando i lavoratori musulmani non mangiano per tutto il giorno.  Chiederemo per loro una possibilità di modulare i permessi in quel periodo, per stare al lavoro a digiuno meno ore possibili e garantire la sicurezza loro e degli altri».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 novembre 2009
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