“Farò il tifo per il sindacato che saprà unire”

Marco Molteni, storico segretario della Uil varesina annuncia di non volere ricandidarsi. Nella sua relazione, una riflessione sul lavoro e sui rapporti con Cisl e Cgil

assemblea UilIl congresso Uil che ha avuto inizio con la parte pubblica nel pomeriggio di lunedì 30 novembre alla sala Andrea delle ville Ponti è stato l’ultimo da segretario di Marco Molteni, per 21 anni e cinque mandati segretario dell’organizzazione sindacale varesina.

E la relazione che ha aperto il congresso è stata anche la sua ultima occasione istituzionale per fare una analisi della situazione economica del territorio. All’affetto e alla dolce retorica degli addii Molteni ha infatti affidato solo l’ultima parte, la lettera aperta a Luigi Angeletti. Lì ha ricordato, con commozione, come «A volte ci comportiamo nella convinzione che la vita sia eterna» mentre ora «e’ giunto il momento di dedicarmi a tutto quanto ho desiderato coltivare nella vita e che in parte ho trascurato».

Per il resto, lo storico segretario della Uil non ha mancato di togliersi tutti i sassolini dalle scarpe che ancora aveva, e di lasciare una analisi e diversi spunti di riflessione per chi porterà avanti il lavoro del sindacato. Per esempio le false battaglie che scoppiano come bolle di sapone pochi giorni dopo essere state lanciate dai media: «Ricordate il posto fisso, la cancellazione dell’irap, l’eliminazione della pausa pranzo? Tutti temi improvvisati solo per aprire grandi discussioni e dibattiti per qualche giorno e poi il vuoto assoluto, il nulla. Ma le imprese e i lavoratori hanno bisogno d’altro».

Oppure l’ipotetica rinascita di Malpensa, nel disinteresse di chi ne deve programmare un rilancio: «Non può essere che questa struttura e il suo destino siano usati in modo sporadico con slogan propagandistici ad uso e consumo delle scadenze politiche» sottolinea infatti Molteni, che mette in guardia chi ha fatto promesse: «Abbiamo buona memoria e soprattutto sono i lavoratori dell’aeroporto e dell’indotto a non dimenticare i proclami ultimativi e barricadieri di un anno e mezzo fa; oggi abbiamo un silenzio totale se si escludono alcune iniziative sindacali, si lascia tutto al mercato e agli sforzi della dirigenza Sea senza aver chiarito vocazione e indirizzi futuri di Malpensa».

Marco Molteni segretario Uil Da segretario di una organizzazione di lavoratori dipendenti non dimentica nemmeno chi, formalmente, non rientrerebbe nei suoi compiti: «Quante partite Iva dipendono da una mono committenza, e quante di queste si aggiungono alle migliaia di lavoratori che con contratti atipici o a tempo determinato, rappresentano l’esercito dei fantasmi?», si domanda.

Ma soprattutto, non dimentica l’amarezza di una situazione disunitaria tra i tre sindacati principali: «A livello unitario la situazione è molto complessa e i rapporti non possono non risentire di un clima veramente difficile, in particolare con la Cgil. I congressi della Uil e della Cgil in primavera ci diranno quali saranno i rapporti futuri: e, senza interferire nelle vicende noi faremo il tifo per chi, nel sindacato, maturerà per il futuro una visione moderna, pragmatica e non antagonista».

Puntualizzazioni necessarie, dette da chi ha alle spalle anni di autorità acquisita nei rappporti sindacali e nel futuro non ha niente da perdere. E che ci tiene, come lascito professionale di chi sta per cominciare la propria “nuova vita”, a ricordare che: «La società ha bisogno del sindacato, ma è cambiato il perimetro della rappresentanza, siamo passati da una specie di delega politica ampia a un dibattito più specifico e ristretto ed oggi chi si attarda a ricercare il passato in chiave politica è destinato ad essere sconfitto definitivamente»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2009
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