“Fate luce per carità”: Busto e le sue strade tenebrose

La questione sollevata in commissione dal consigliere del gruppo misto Mario Cislaghi, che chiede... lumi sui "punti oscuri" della viabilità. Farioli: "Se non ottengo risposte certe entro gennaio, vado io a cambiare le lampadine"

Si avvicina il Natale e tutto splende di luci: in centro, s’intende. Perchè al di fuori del medesimo, avverte il consigliere comunale del gruppo misto Mario Cislaghi, non è che si si veda un granchè. E questo può diventare un problema, soprattutto ad una certa età. Proprio l’accompagnamento di un parente ha stimolato Cislaghi a cercare di vederci chiaro, chiedendo quindi all’amministrazione comunale… lumi sui punti oscuri della viabilità cittadina. Fuor di metafora, s’intende.
L’elenco dei lampioni non funzionanti (o mancanti) segnalati dal Cislaghi è lungo, «65 solo quelli in zona ospedale». In testa ovviamente la sua San Giuseppe, ma non solo. E se Sant’Anna che più volte citavamo non sorride molto per le sue condizioni, il Redentore non è affatto messo meglio.
Ma ecco i vuoti nella copertura dell’illuminazione: Corso Italia angolo via Castelfidardo, zona ospedale; piazza Vittorio Veneto, via Pontida, via Bizzozzero, corso Italia, via Crispi ("completamente al buio" scrive Cislaghi), via Dell’Acqua, via Cherubini, via Cadore, via Ragusa, via Rossini, largo San Giuseppe, via Zappellini angolo via Culin (e qui sì siamo in centro); via dei Sassi, dove un punto luce non c’è più e "copriva" utilmente una curva; piazzale Solaro dove ad essere "oscurato" è il posteggio bici; la chiesa di Beata Giuliana con relativo piazzale, idem quella del Redentore; parte del lunghissimo viale Stelvio; viale Diaz; via Beccaria; via Arnaldo da Brescia; viale Sicilia verso il cavalcavia di via Monte Grappa; via don Minzoni, parte della zona dei Cinque Ponti, e all’altro capo della città la zona circostante la pista di atletica di Sacconago, dove i pali della zona parcheggio restano spenti.

In una città che già ha i suoi problemi ad evitare emergenze con le fognature, è chiaro che il fatto che qualche palo della luce resti spento può apparire poca cosa. Non lo è per i residenti delle zone interessate: Per molti poi vale la doppia equazione luce=sicurezza, buio=microcriminalità. Avranno visto troppi film ambientati nel Bronx, ma non è motivo per far finta di niente. Il sindaco Farioli, rispondendo in commissione qulche giorno fa alle sollecitazioni di Cislaghi, riferiva di aver a sua volta sollecitato presso la società competente (Enel Sole) degli interventi, oltre a chiedere un’iniziativa straordinaria di variazione dei punti luce. «E se entro gennaio non ottengo qualche risposta, andrò io di persona a sostituire qualche lampadina» "minaccia" il prrimo cittadino, «tanto per far capire che si può farlo anche senza dividersi in varie società». Bisognerà che lo spieghino anche a molte ex municipalizzate.
Più in generale, negli ultimi anni si sta provvedendo a sostituire man mano le lampadine e i sistemi con altri più moderni, a minor consumo e minore dispersione verso l’alto, con riduzione di sprechi e inquinamento luminoso – ché se il buio nuoce agli uomini, la troppa luce danneggia gli animali: basta andare in zona Cinque Ponti per sentire gli uccelli cantare all’una di notte come fosse l’alba.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2009
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