Fini-Berlusconi, intesa sui processi

I due leader di centro-destra sono usciti dal vertice con una prima intesa sulla bozza di riforma della giustizia. Compromesso sui processi del premier

Due ore di faccia a faccia e poi l’accordo: Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini sembrano aver trovato l’intesa sulla riforma della giustizia.
Del vertice a due i leader lasciano trapelare una tiepida soddisfazione. «È andata bene», ha dichiarato Berlusconi e «con Berlusconi siamo d’accordo sulla necessità di destinare più risorse finanziarie per la giustizia» sarebbe stato il commento del presidente della Camera. Ma subito dopo qualche elemento di tensione viene lasciato trapelare: la prescrizione breve voluta dal premier è stata giudicata da Fini «non praticabile. Si può discutere di immunità – ha proseguito Fini – ma non di impunità». Ulteriori tensioni appaiono poi dal taglio della notizia scelto dai giornali vicino al premier.
Sul tavolo dei due c’erano le proposte dei fedelissimi Niccolò Ghedini da parte berlusconiana e Giulia Bongiorno al fianco dell’ex leader di An. Entrambi sono i diretti consiglieri per quanto riguarda il tema della giustizia. Secondo quanto riesce a trapelare dal vertice la bozza dell’intesa raggiunta comporterebbe 4 punti. Il primo riguarda la prescrizione processuale: in caso di processi per reati con pene non superiori a dieci anni ciascuna fase del processo non potrebbe durare più di due anni, altrimenti scatterà la prescrizione. Il secondo punto prevederebbe il taglio di un quarto dei termini di prescrizione per i procedimenti pendenti relativi a reati di non grave entità commessi prima del 2 maggio 2006 da incensurati. Questi punti segnerebbero la fine dei procedimenti a carico del premier. Gli altri due punti della bozza riguarderebbero le modalità generali che darebbero la possibilità agli uffici giudiziari di celebrare i processi in tempi brevi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 novembre 2009
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