Genitori di lesbiche e gay si raccontano in un film

Il film di Claudio Cipelletti, "Due volte genitori", racconta del rapporto tra genitori e figli omosessuli e sarà proiettato domenica 29 e lunedì 30 per la rassegna "Un posto nel mondo"

Due volte genitori, il film di Claudio CipellettiÈ con “Due volte genitori” l’appuntamento proposto da “Un posto nel mondo” domenica 29 novembre (alle 19 e 21) e lunedì 30 (alle 21) alla sala Filmstudio90 di via De Cristoforis. La rassegna di cinema e documentazione sociale propone la visione della pellicola realizzato dal regista Claudio Cipelletti e dall’Agedo (Associazione GEnitori Di Omosessuali) nato in seno al progetto europeo Daphne “Family matters – sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche”.

Il film vede come protagonisti i genitori, coloro che vengono a conoscenza che il proprio figlio, la propria figlia, un proprio allievo, fratello, sorella, sono omosessuali. O meglio hanno una vita affettiva orientata verso persone del proprio sesso. Cosa comporta questa scoperta? Perché questo argomento diventa di interesse generale e non riguarda solo una minoranza? Qual è il valore formativo che può avere il trattare questa esperienza nelle scuole con genitori e insegnanti?

Il film è stato proiettato in moltissime serate in tutta Italia, alla Camera dei Deputati della Repubblica ed è uscito in alcuni cinema riscuotendo un buon successo e viene proposto in serate pubbliche da Agedo , ma anche inserito in percorsi di formazione e di aiuto psicologico, come ad esempio avviene con l’Istituto Minotauro di Milano, presieduto dal Professor Pietropolli Charmet.
Capofila del progetto è stato il Dipartimento di Sociologia dell’Università del Piemonte Orientale (Dott.ssa Chiara Bertone, sociologa); consulenti alla realizzazione del film sono stati la Dott.ssa Lucia Bonuccelli, psicologa, e il Dott. Francesco Pivetta, formatore.

Il percorso dei genitori, raccontato nel film, è il percorso di qualunque genitore nel momento in cui deve confrontare le proprie aspettative con la realtà dei figli, sempre inattesa, sempre differente.
Certamente per la maggior parte dei genitori questa rivelazione continua ad essere fortemente problematica perché, culturalmente, nel quotidiano delle famiglie non c’è “spazio” per prendere in considerazione questa eventualità.

Nel momento in cui oggi ci si interroga sugli strumenti a disposizione degli educatori per affrontare l’integrazione delle differenze, il disagio giovanile e il bullismo, il documentario offre una possibilità inedita di riflettere sui percorsi educativi e del crescere, sia come figli che come genitori ed educatori. Lo fa attraverso la via delle emozioni e dell’empatia, ma senza perdere il rigore scientifico voluto dal progetto. Non si tratta di un’inchiesta basata su interviste, ma del racconto filmato dell’esperienza vissuta di famiglie e gruppi di genitori nell’arco di vari anni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2009
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