Geositi, lo sviluppo turistico passa anche da qui

Il carsismo del Campo dei Fiori, la Valle della Fornace, le Arenarie di Malnate: il Geoparco dell’Insubria guarda Varese per candidarsi al network Unesco dei geositi

Un viaggio nel tempo e nello spazio, un itinerario lungo 350 milioni di anni che attraversa il territorio insubrico snodandosi tra rocce e ambienti in Italia e in Svizzera, da Lecco a Como, dal Ticino alla sponda varesina del Monte San Giorgio già candidata a divenire Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Ma i geositi dell’Insubria non finiscono qua. Perché il territorio varesino nasconde altri segreti antichissimi e affascinanti. Come il carsismo del Campo dei Fiori, archivio naturale di primaria importanza, con i suoi 40 km di gallerie note la cui roccia testimonia le diverse fasi glaciali e le numerose specie di animali che hanno popolato la vetta del monte nelle ultime centinaia di migliaia di anni. Sempre a Varese c’è poi c’è la Valle della Fornace in cui sono presenti testimonianze geologiche uniche che consentono di raccontare la storia del territorio andando indietro nel tempo fino a 5 milioni di anni quando era nel nostro territorio che il delta del Ticino sfociava nel mare. E ancora le Arenarie di Malnate, utilizzate come cave già nel XV secolo dagli architetti del Cardinal Branda Castiglioni, poi utilizzate per realizzare le brille destinate a ripulite chicchi di riso ed entrate in declino dopo la prima guerra mondiale con l’introduzione di nuovi materiali costruttivi. Oggi le cave sono abbandonate.
 

Un’opportunità turistica quella dei gesositi che si è già trasformata nella messa in rete di 11 luoghi di interesse geologico della regione insubrica, offrendo una proposta turistica alternativa rispetto a quella tradizionale dell’area prealpina. E che a Varese non è ancora stata sfruttata, ma che potrebbe diventare parte dell’offerta turistica della Città Giardino.
 
Se ne è parlato nel convegno organizzato dal Comune di Varese sabato 14 novembre in Salone Estense cui hanno preso parte oltre al sindaco Attilio Fontana e all’assessore alla Tutela Ambientale Luigi Federiconi, Luca Marsico, presidente del Parco Regionale Grigna Settentrionale, Alberto Denti, direttore del Parco Regionale Grigna Settentrionale, Giacomo Camozzini, presidente del Parco Campo dei Fiori e Giuseppe Barra. Tra i relatori: Markus Felber, site manager del Monte San Giorgio, Stefano Turri del Parco Regionale Grigna Settentrionale, Alessandro Uggeri, consulente Parco Campo dei Fiori-Idrogea Servizi, Massimiliano Paressi, insegnante e collaboratore studio Congeo di Varese; Alfredo Bini, professore di Scienze della Terra all’Università degli Studi di Milano, Giorgio Marchi, architetto e Guardia ecologica volontaria, Lucia Agostinelli naturalista del CREA.
 
Naturale evoluzione del progetto è la salvaguardia, il recupero e il rilancio dei siti varesini attraverso l’estensione della rete insubrica già operativa per poi affrontare una nuova sfida: la craezione di un Geoparco dell’Insubria da iscrivere nell’European Geoparks Network e nell’UNESCO Geoparks Network .
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 novembre 2009
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