Guerra tra tassisti: «Milano non rispetta le regole!»

Le dichiarazioni di Enrico Tapella, referente del settore taxi per l'Associazione Artigiani della Provincia di Varese: «Gli operatori di Malpensa, circa 200, devono essere tutelati di fronte alle prevaricazioni di chi non vuole accettare le leggi e "occupare" un territorio che non è suo»

«Rispetto delle regole (uguali per tutti), degli accordi sindacali e dei criteri di servizio diversificato tra tassisti di Milano e di Varese decisi e condivisi nel giugno 2007». A dirlo è Enrico Tapella, referente del settore taxi dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese che, sottolinea: «Gli operatori di Malpensa, circa 200, devono essere tutelati di fronte alle prevaricazioni di chi non vuole accettare le leggi e "occupare" un territorio che non è suo. La delibera regionale, proprio per evitare problemi, aveva deciso che i professionisti di Varese e di Milano avrebbero dovuto attendere un’ora prima di entrare in servizio su piazze non loro. Quindi, quando si opera al di fuori dei confini della provincia di propria competenza si arriva e si deve aspettare. Invece i milanesi arrivano, non si mettono in coda ed entrano in servizio senza attendere i sessanta minuti».
taxisti a MalpensaLa "lotta" scoppiata tra Varese e Milano, secondo Tapella, è un’ulteriore conseguenza della crisi: «Di fronte al calare delle corse e, ovviamente, dei fattori economici i professionisti si sono trovati in difficoltà. Ma non tutti condividono il fatto che è il tassista a dover gestire il proprio lavoro collaborando con i propri colleghi. Facendo sistema, rispettando i regolamenti e con la buona volontà dei comuni si potrà risolvere la situazione, perché le licenze sono rilasciate dalle amministrazioni comunali e non si può permettere che queste le distribuiscano senza alcuna logica e permettendo ai tassisti di lavorare ovunque. E’ importante che le licenze siano circoscritte al territorio del comune che le rilascia. Ricordiamo, inoltre, che l’aeroporto di Malpensa rappresenta un’opportunità in più di lavoro per i tassisti di Milano, per i quali il ritorno a vuoto è praticamente impossibile: chi si lamenta dovrebbe vergognarsi».
La "questione taxi", insomma, è ancora una ferita aperta. Anche a Varese, perché nella nostra città i parcheggi taxi sono solo due (di fronte alla stazione Ferrovie dello Stato ed in Piazza Monte Grappa) e l’80% dei tassisti operanti in provincia non sono dotati neppure di una "piazza". «Invece il Comune di Milano – incalza Tapella – fa ciò che vuole: la Fiera di Rho-Pero dovrebbe dipendere dal servizio taxi di Rho e invece fa leva su Milano, nella giornata di Sant’Ambrogio i turni sono liberalizzati senza seguire alcuna procedura dettata dal regolamento, addirittura sembra che per l’intero mese di dicembre i taxi possano muoversi in totale libertà: massima, e assurda, "liberalizzazione"».
Enrico Tapella ed i tassisti di Varese confidano in Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia. «Come abbiamo già sottolineato in altre occasioni – conclude il referente del comparto per l’Associazione Artigiani – troviamo in Cattaneo un interlocutore attento, disponibile al confronto e a recepire le esigenze di chi lavora. Quindi, ci rivolgiamo ancora all’assessore affinché possa garantire ciò che è stato fissato da una delibera regionale di fondamentale importanza e assicurare quel numero di corse che mantengono la competitività nel settore. Alla politica chiediamo imparzialità; ai colleghi di Milano serietà e professionalità. Perché tali attriti non giovano né alla categoria e tantomeno ai clienti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2009
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