Ho il ruscello vicino e mi manca l’acqua in casa

Un lettore, nonostante l'abbondanza di acqua che lo circondava, ha dovuto installare nel garage un autoclave con serbatoio da 1000 litri

Spettabile redazione,
nel luglio 2005 acquisto casa a Bernate, frazione del Comune di Casale Litta. Il posto da subito mi affascina: pace, boschi, silenzio, verde e un dolcissimo ruscello proprio accanto al terreno pertinente la mia abitazione.  Tutto avrei immaginato tranne che di non avere acqua in casa.
Oltretutto con falde acquifere sottostanti e la beffa di sentire scorrere il già citato ruscello a fianco.
Pressione: inesistente. Un sottile rigagnolo mi permette di fare la doccia ma solo in determinate ore del giorno.
Vado naturalmente in Comune a segnalare l’accaduto e per risposta mi sento dire che il fatto di aver pagato gli oneri di urbanizzazione non significa che l’Amministrazione debba fornirmi l’acqua (sic!)
Intanto la situazione – insostenibile – mi obbliga ad installare nel garage un autoclave – che continuo ad utilizzare – con serbatoio da 1000 litri.
I miei tre vicini di casa fanno altrettanto. In sintesi:quattro casette indipendenti, ognuna con il suo serbatoio e relativo autoclave.
Intervengono anche i tecnici dell’acquedotto, controllando la "saracinesca" posta nella piazzetta antistante la chiesa.
«Più di tanto non possiamo fare….la pressione é quella giusta, qui, e d’altra parte non la possiamo aumentare data l’anzianità delle tubature dell’acquedotto».
Ora se il legislatore ha pensato di "privatizzare" l’acqua e se questo stimolerà più fornitori a partecipare a gare d’appalto che permettano
1) un miglioramento della rete idrica (nuovi tubi e quant’altro)
2) un servizio efficiente
3) una fornitura costante senza rischi di rimanere insaponati senza via d’uscita
non mi scandalizzo ed anzi sono favorevole.
 Oltretutto – magari – se l’acqua me l’avesse  fornita, da subito, una ditta "privata" forse l’avrei pagata di più ma avrei credo risparmiato oltre 1500  euro di spesa per l’installazione del  serbatoio più autoclave e l’energia elettrica per farlo funzionare.
 
Cordiali saluti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 novembre 2009
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