“I consiglieri rendano nota la loro situazione patrimoniale”

Cinzia Colombo (la Sinistra) propone di dare applicazione alla legge che impone a consiglieri comunali e amministratori delle partecipate l'obbligo di trasparenza

Dopo la proposta leghista di un test antidroga, ora è il turno della situazione patrimoniale dei singoli consiglieri. Con una differenza tra le due proposte: se quella del carroccio chiedeva una disponibilità volontaria a sottoporsi al test, quella sul patrimonio presentata dalla consigliera Cinzia Colombo deriva da un obbligo di trasparenza per consiglieri i comunali, ma anche per gli amministratori delle partecipate.
La consigliera Colombo ha presentato una proposta deliberativa che renda possibile «l’applicazione della legge 441/82 “Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti”.
 
La norma prevede che nei comuni con più di 50.000 abitanti – così come al Parlamento, nelle Provincie e città capoluogo – i consiglieri comunali sono tenuti a rendere pubblica la propria situazione patrimoniale, depositando annualmente una dichiarazione sui diritti reali su beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri, le azioni di società, le quote di partecipazione a società, l’esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società, nonché copia dell’ultima dichiarazione dei redditi.
«Così come è d’obbligo – continua la proponente della delibera – dichiarare le spese sostenute per la propaganda elettorale. La legge non può prevedere sanzioni per chi non rispetta tale obbligo, ma del consigliere che non rende nota la propria situazione patrimoniale è dato annuncio all’Albo pretorio e al Consiglio comunale. Saranno i cittadini quindi a trarne le dovute considerazioni.
Il medesimo obbligo è previsto per Amministratori di Enti e Istituti la cui nomina sia demandata alla competenza del Sindaco; agli amministratori degli Enti o Istituti privati, al cui funzionamento concorra il Comune in misura superiore al 50% dell’ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio; agli amministratori delle società al cui capitale l’Ente concorra per un importo superiore al venti per cento»
 
La disposizione legislativa era già stata oggetto di discussione nei mesi scorsi: «Avevo già portato questo tema all’attenzione del Consiglio, a cui fece seguito una conferenza capigruppo che prendendo atto dell’obbligo per legge, non ha dato seguito ad alcuna iniziativa». La validità e legittimità della disposizione di legge è stata in effetti confermata anche dal Garante della Privacy, che ha ritenuto che la norma non sia in contrasto con quelle emanate successivamente a difesa del diritto alla riservatezza. «Per questo ho deposito la proposta di deliberazione che ha come parte integrante della stessa una proposta di regolamento così da rendere attuativo l’obbligo. La scelta della deliberazione, anziché la mozione, potrà permettere una discussione fra le varie forze politiche presenti in Consiglio così da poter raggiungere, in tempi certo come prevede il regolamento comunale, una condivisione della proposta. Nella consapevolezza che si tratta della dovuta applicazione di una legge».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 novembre 2009
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