Il commercio all’epoca della crisi

Un commerciante racconta la sua esperienza come punto vendita che aderisce alla campagna di comune ed Ascom. L'iniziativa piace a patto che si controlli a chi vanno in mano i buoni spesa

Fare la spesa con i voucher: tra la vergogna e le difficoltà di ammettere la propria situazione di difficoltà. Il comune ne ha già consegnati oltre 450 di questi buoni spesa da 10 euro e, soprattutto nelle periferie, il sistema sta funzionando. Padri o madri di famiglia che stanno vivendo una situazione di difficoltà economica si recano nei negozi che hanno il simbolo dell’iniziativa esposto in vetrina e li estraggono dal portafoglio per pagare al posto dei soldi che non ci sono più.  I negozi di generi alimentari che li accettano sono 13, poi ci sono i fornai, i cortolibrai e gli ottici.

I dati resi noti dall’amministrazione comunale parlano di un uso dei voucher consapevole che nel 72% dei casi sono serviti ad acquistare beni di prima necessità come l’acqua, il pane, la carne, la pasta. Giuseppe Rocca ha un’enoteca su via Vespri Siciliani ma è nel retrobottega, dove è stato approntato un piccolo spaccio, che i possessori del voucher vanno a fare spesa: «Chi deve spendere il buono viene sul retro – racconta – ho anche esposto una tabella di offerte con sconti del 15% su vino da tavola bianco e rosso e acqua in bottiglie di plastica». Lo sconto praticato è maggiore di quello indicato nell’accordo tra comune e Ascom: «Ho pensato che sarebbe stato possibile aumentare la percentuale – racconta – e l gente ha apprezzato. Fino ad ora sono una quindicina i voucher che mi sono stati consegnati e nessuno è venuto a chiedere cose impossibili. I possessori di voucher vengono usati per comprare principalmente acqua, si viene qui e si fa la scorta di 10 casse».

Rocca apprezza l’iniziativa e si dice pronto ad aderire anche in futuro: «Credo che sia una buona cosa finchè i buoni vanno alle persone realmente bisognose – precisa – fino ad ora non ho visto usare a sproposito i voucher e spero che continui così. Non vorrei che, come sempre, qualche furbo riesca a venirne in possesso togliendo il pne di bocca  a chi ne ha bisogno. Quindi continuerò a sostenere l’iniziativa fino a quando questa continuerà ad avere queste caratteristiche».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 novembre 2009
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