Il Ghiaione, quel posto maledetto già toccato dalla morte

Una pietraia impervia è il posto vicino a dove è stato ritrovato il cadavere di Vittorio Restelli, sparito di casa a settembre. Un luogo che nasconde vecchi fatti di cronaca

vittorio restelli Non si vede dal versante della Valcuvia, né dal fondovalle, da Laveno. Solo dal Piemonte, guardando verso la sponda magra, è possibile scorgere in mezzo alla montagna una pietraia. È il “Ghiaione”, come lo chiamano da queste parti. Un posto non molto frequentato e poco distante da dove è stato trovato il corpo senza vita di Vittorio Restelli, il quarantasettenne di Cuveglio sparito di casa da due mesi. Claudio Perozzo, cronista storico della Prealpina e volontario della protezione civile è lì dall’alba, da quando le ricerche di Vittorio, stoppate col buoi, sono riprese. Il Ghiaione è un posto pericoloso e isolato. Ci si può trovare in mezzo e scivolare a valle, proprio come è accaduto anni fa. «Saran passati nove o 10 anni – racconta Claudio – . Ricordo una disgrazia capitata proprio in quella zona. Marito e moglie, inglesi, vanno a fare un’escursione. Lei cade nel dirupo, lui per recuperarla perde l’equilibrio. Risultato: due morti».
Una tragedia, insomma, per l’intera città. La zona dove è avvenuta la disgrazia è poco lontana dai sentieri di solito utilizzati per le scampagnate e le escursioni. Proprio come quelle fatte da un gruppo di scout, sempre anni fa.


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«Si quella è stata una storia certamente diversa e a tratti anche divertente – racconta Perozzo . Un gruppo di 15 scout arrivò nella zona per fare un’escursione. Ma mentre in sette andarono avanti, gli altri otto, arrivati al Ghiaione, si fermarono perché il capo voleva gustarsi in pace una mela. Solo che poi non trovò più la strada. Disorientato, anziché chiamare i soccorsi, telefonò alla mamma, che fece arrivare qui il mondo intero: polizia, pompieri, tutti insomma. Nelle chiamate di soccorso si diceva che i ragazzi avevano sete. Alla fine tutto si risolse per il meglio, ma tutta l’acqua che noi della protezione civile avevamo sulle spalle andò per rifocillare i soccorritori, assetati, non gli scout che avevano smarrito la strada».

Il protocollo di ricerca persona, comunque ha funzionato alla perfezione. Le squadre di protezione civile sono state sapientemente coordinate da Corinne Francese, la giovane volontaria che spesso opera in questi frangenti, quando qualcuno si perde o occorre prestare soccorso. Questa volta, però, la storia ha avuto un epilogo tragico. La montagna si è tenuta un’altra vita, quella di Vittorio Restelli. Dai rilievi dei vigili del fuoco è emerso che “l’uomo è stato trovato appeso ad un albero con una fune, nelle adiecanze di un sentiero boschivo”. Proprio quello che porta al Ghiaione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 novembre 2009
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