Il PS non è più Guantanamo, ma qualche problema rimane

A sei mesi dalla denuncia di una nostra lettrice sulle umilianti condizioni di ricovero, nel pronto soccorso del Circolo la situazione è migliorata ma non del tutto

La "barellaia" del pronto soccorso«Senza quel macigno pesantissimo della "barellaia" il lavoro è decisamente migliorato, ma l’equilibrio rimane delicato».
Pronto soccorso di Varese, ore 14 di un lunedì di novembre: medici, infermieri, ausiliari e tecnici sono in piena attività con una sala d’aspetto gremita in attesa della prima valutazione, tutti i letti occupati, molti pazienti in attesa della chiamata del medico.
Il lunedì, si sa, è una delle giornate peggiori, insieme al venerdì, al sabato, alla domenica: praticamente un ciclo continuo. 
I letti del PS sono ormai esauriti: i dieci dell’"OBI", i sei delle stanze, i 16 del reparto. Anche la "barellaia" è al completo con tutte le postazioni occupate e numerose persone sedute.
Una situazione potenzialmente problematica:  «Dopo la lettera su "Guantanamo" le cose sono migliorate – commenta il dottor Andrea Truda, da dieci anni medico del PS – il meccanismo di "presa in carico" dei pazienti da parte dei reparti ha permesso di liberare la "barellaia". Dalla mattina alle sera, un medico del PS tiene costantemente monitorata la situazione dei ricoveri e chiama i reparti per ottenere dei letti bloccando la loro attività di ricovero ( per gli interventi programmati). Il ricambio è decisamente più consistente alla mattina mentre al pomeriggio e alla sera, non essendoci dimissioni, la possibilità di trovare un letto è abbastanza remota. Così ci ritroviamo alla sera con qualche barella ancora "parcheggiata" in modo inusuale. Da giugno, però, nessuno ha mai trascorso più di una notte in quella situazione».
L’equilibrio del PS, però, è sempre precario. Dipende dalla regia oculata del medico che smista i pazienti e dialoga con i reparti, ma dipende anche dalla fortuna: «Oggi sono le 14 e siamo già sotto pressione – commenta il "medico regista" – speriamo che non accada nulla di grave, altrimenti dove mettiamo i pazienti?».
Posti dove sistemare le barelle ce ne sono anche perchè il PS è veramente molto grande: «Questo è un pronto soccorso complesso e impegnativo – ci spiega un tecnico – Quella che è stata trasformata nella barellaia era una sala pensata per le grandi emergenze: un capiente locale dove accogliere tante persone contemporaneamente. Per questo motivo non è stato pensato alcun accorgimento per una migliore accoglienza: chi pernotta ha la luce costantemente accesa, è separato solo da un telo e ha a disposizione il solo servizio igienico di tutto il PS. Effettivamente l’accoglienza non è granchè e la situazione denunciata dalla vostra lettrice era effettivamente intollerabile. Oggi le cose sono cambiate ma non ci si può fermare qui. Noi lavoriamo con una rassegnazione composta ma occorrerebbe un impegno maggiore ».
«L’equilibrio resta delicatissimo – aggiunge una dottoressa – Occorre una pianificazione che non risponda solo all’emergenza. L’altissimo turn over di personale, medico e infermieristico, è un segnale che la pressione è troppo pesante. Noi facciamo del nostro meglio. L’attenzione che la direzione generale dell’ospedale ci sta concedendo è veramente un segnale incoraggiante. Ma ora occorrerebbero i fatti».
Il pronto soccorso è una terra di frontiera, chi arriva ha bisogno di cure e assistenza ma non sempre ne ha bisogno con urgenza: «Sono eccessivamente numerosi i casi di pazienti che usano il PS perchè non trovano altre risposte sul territorio – commenta un infermiere – Noi non mandiamo via mai nessuno ma  i motivi per cui si presentano non sono né urgenti né gravi. Queste persone rallentano il nostro lavoro. Occorerebbe una maggiore collaborazione da parte del territorio, con i medici di base».
Alle 15, l’attività del PS è ancora frenetica: le infermiere corrono per smistare tutti i pazienti in attesa in sala. Gente che aspetta qualcuno o qualcosa è ovunque. Molte persone sono arrivate con la mascherina per paura del virus dell’influenza. Il normale lunedì di lavoro in PS prosegue.

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Il Pronto soccorso del Circolo 4 di 8
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2009
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