Il Teatro Stabile “debutta alla vita” col Ponte del sorriso

Presentata l'iniziativa che vede la collaborazione del Teatro Stabile d'Insubria con il CTBO

ponte del sorriso vareseLa stagione teatrale varesina abbraccia “Il Ponte del sorriso. È stato presentato stamattina, martedì 3 novembre, il progetto “debutto alla vita”, promosso dal Teatro Stabile d’Insubria, dal Comitato Tutela Bambino in Ospedale e dall’azienda ospedaliera “Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi”. La direzione del teatro ha aderito con entusiasmo all’iniziativa, mirata al raggiungimento di un importante quanto delicato obiettivo: una nuova sala per il parto in acqua, che sarà realizzata all’Ospedale Del Ponte.
«Con questa iniziativa – ha spiegato Filippo De Santis, direttore del Teatro Stabile d’Insubria – il teatro diventa parte attiva della vita sociale, otre che di quella culturale. Sono molto orgoglioso di partecipare a questo progetto, che porterà Varese ad essere un’eccellenza nazionale. Il nostro primo passo sarà quello di chiedere un contributo volontario al pubblico, sia alla biglietteria che all’uscita dagli spettacoli. Nel caso dello spettacolo “Note di Natale”, in programma il 13 dicembre, una parte degli incassi sarà invece destinata a sostegno del Ponte. Per quanto riguarda la prossima stagione, prevediamo invece iniziative più mirate».
«Innanzitutto ringrazio Filippo De Santis per l’opportunità che ci ha offerto – ha aggiunto Emanuela Crivellaro, presidente del CTBO -. Siamo riusciti a coinvolgere anche la parte culturale della città, e ne siamo felici. Come ho già detto in altre occasioni, il Ponte non è solo un progetto importante per Varese, ma avrà una rilevanza nazionale e internazionale, ed è importante avere il sostegno di tutti».
Infatti sono solo nove, in tutta Italia, gli ospedali che accolgono mamma e bambino, così come è previsto dal progetto del “Ponte del sorriso”.
«Un progetto che è come una commedia in tre atti – è l’analogia di Walter Bergamaschi, direttore generale dell’azienda ospedaliera -. Il primo atto partirà a gennaio, e sarà una parte difficile, ma necessaria, dove si getteranno le basi per il futuro. Dopo circa un anno e tre mesi si passerà al secondo atto, con il vero e proprio colpo di scena, ovvero la crescita fisica della struttura ospedaliera. Infine ci sarà il terzo atto, che non è ancora chiaro nei nostri progetti. Abbiamo una sorta di canovaccio, e speriamo di poterlo realizzare insieme al pubblico che ci seguirà. Perchè è questo l’importante: Emanuela e il CTBO hanno fatto un gran lavoro per portare l’attenzione della città sul progetto. Ora, l’importate è mantenerla fino alla fine».
Massimo Agosti, direttore Dipartimeno materno infantile, e Pierfrancesco Bolis, primario di ostetricia e ginecologia, sono stati concordi nel dire quanto questo progetto sia importante per il benessere sia della donna che del bambino. In particolare Bolis ha sottolineato che «non è la donna che sceglie come partorire, ma è il medico che deve proporre eventuali alternative. Il parto in acqua non è adatto a tutte le donne, ci sono particolari condizioni che lo sconsigliano o addirittura lo vietano. È però positivo essere in grado di fornire la libertà di scelta per le donne idonee a questa pratica».
Alla presentazione è intervenuta anche Patrizia Tommasini, assessore ai Servizi educativi, che ha sottolineato il ruolo fondamentale del CTBO: «Senza Emanuela forse non ci sarebbe il Ponte del Sorriso».
Infine Roberto Puricelli, primario di ostetricia e ginecologia, e Emanuela Crivellaro, hanno anticipato uno dei prossimi eventi del “Ponte del sorriso”. Una mostra, che si svolgerà dal 25 al 30 novembre proprio al Teatro Stabile, dove saranno in vendita anche alcune foto realizzate dai fotografi dell’associazione Neos,  che hanno come soggetti proprio i bambini. Il ricavato sarà devoluto al progetto del Ponte.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 novembre 2009
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