In stazione aumentano i clochard. “Dove sono gli “sciuri” della città?”

Ivan Forestieri, edicolante della stazione, si appella agli imprenditori bustocchi, noti per la loro generosità, perchè mettano a disposizione fondi per la costruzione di un dormitorio e di una mensa in città

emergenza senza tetto alla stazione di busto arsizioStazione Fs di Busto Arsizio, ore 9: un rom chiede l’elemosina al semaforo. Stazione di Busto Arsizio ore 14, due senza tetto pranzano nella sala d’aspetto. Stazione di Busto Arsizio ore 22: la sala d’aspetto è un dormitorio e due senza tetto si spintonano per il posto vicino al calorifero. Sono queste le immagini che ogni giorno si trova davanti l’edicolante della stazione Ivan Forestieri che da qualche anno gestisce l’esercizio (foto in basso): «Ho deciso di aiutarli in qualche modo e vorrei lanciare un appello a quelli che una volta venivano chiamati gli "sciuri" di Busto Arsizio – racconta - la situazione in stazione sta peggiorando di giorno in giorno, il numero delle persone che trovano rifugio qui la sera varia dai 10 ai 20».

Ivan sta cercando di fare qualcosa e racconta la storia dell’ultimo arrivato, pochi giorni fa, tra i disperati della stazione: «Questa storia mi ha toccato il cuore e mi ha spinto a renderla pubblica  – spiega l’edicolante -. Un uomo normale, con una casa, un lavoro e una moglie. Il destino, però, gli porta via la moglie, morta per una grave malattia e poi lo fa ammalare. Dopo una lunga degenza in ospedale, scopre di aver perso il posto di lavoro e che nessuno ha pagato l’affitto della casa dove viveva. In poche parole da un giorno all’altro si è trovato senza lavoro, senza casa e senza un parente che potesse o volesse aiutarlo».
Ivan si è immediatamente attivato per trovare una sistemazione per la notte a questa persona ma a quell’ora hanno risposto solo i frati francescani che non hanno potuto far altro che respingere la richiesta in quanto non c’erano più posti disponibili: «Questo può significare che a Busto ci sono molti senzatetto e la città non  ha soluzioni adeguate, se non le panchine della stazione». L’edicolante a questo punto lancia un appello ai suoi concittadini: «Non voltatevi dall’altra parte perchè solo una minima parte di queste persone è in condizioni di indigenza per scelta, il resto sono persone che da una vita normale si sono ritrovate ai margini della società».

Da tempo a Busto si richiede una mensa per i poveri e un luogo per accoglierli almeno nelle fredde notti invernali. Al momento l’unico luogo dove possono soffrire meno il freddo è la stazione. «In questi giorni sto subendo un vero e proprio stress psicologico – conclude Ivan Forestieri – non riesco nemmeno a dormire la notte perchè le immagini che vedo tutti i giorni mi stanno turbando sempre di più». Intanto la stazione vive il suo degrado quotidiano tra scritte sui muri, disservizi, sporcizia e qualche atto di vandalismo. La Polizia, da un paio d’anni a questa parte, è spesso presente, ma non basta. Per Ivan è venuto il momento che la città metta in campo il suo cuore. «Chiedo che  i signori della Busto bene dimostrino la solidarietà di cui tanto ci si vanta in città – conclude – diano una parte dei loro soldi per aiutare queste persone. Io, nel mio piccolo, lo sto già facendo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2009
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