“Indagine” su Aspem, Fontana convocato a Roma

L'autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha aperto una "indagine conosciutiva" sulla fusione con A2a, il punto controverso è l'attuale affidamento diretto del servizio spazzamento strade

Attilio Fontana e William Malnati sono stati convocati oggi a Roma, dall’«Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici». L’Authority ha avviato un’indagine conoscitiva su Aspem, la municipalizzata varesina che nel 2008 ha ceduto il 90% delle azioni alla multiutility A2a, la cui maggioranza è detenuta dagli enti pubblici guidati dal comune di Milano ma che è anche quotata in borsa in virtù della rilevante presenza dei privati tra cui Edison e indirettamente i francesi di Edf.
A quanto si apprende, l’indagine riguarda in particolare l’affidamento diretto del servizio di igiene ambientale, il cosiddetto spazzamento strade, che oggi il Comune di Varese ha conferito in via diretta ad Aspem. Secondo l’autorità, esisterebbero dei dubbi sul fatto che quel servizio potesse essere affidato «in house». In sostanza, non è chiaro se la cessione delle quote di Aspem ad A2a, comporti anche la cessione del servizio, o se vada rifatta una gara apposita.
Va anche chiarito un altro aspetto: è necessaria una gara perché Aspem risulta adesso parte di un gruppo quotato in borsa e dunque parzialmente privato? Tuttavia, se ne saprà qualcosa di più quando sindaco e presidente della municipalizzata usciranno dall’audizione programmata per oggi. La convocazione giunta la settimana scorsa a Palazzo Estense non chiariva nel dettaglio i punti su cui il comune avrebbe dovuto rispondere, ma è certo che nei giorni scorsi si sono tenute diverse riunioni riservate in comune, anche con gli avvocati, per arrivare all’audizione con un solido impianto legale da opporre alle eventuali contestazioni. «Durante la fusione con A2a era stata analizzata anche la questione del servizio di spazzamento delle strade – conferma William Malnati a Varesenews, a Roma insieme al vicesindaco De Wolf, delegato dal sindaco – e gli avvocati avevano tracciato un percorso che per noi rimane quello corretto, i dettagli però li apprenderemo solo durante l’audizione». L’indagine conoscitiva dell’Autorità è partita, secondo quanto trapela dalla stessa Aspem, da una segnalazione esterna, forse di una società concorrente, anche se al momento non è chiaro se si tratti solo di libero mercato o anche di politica.
C’è un precedente. Durante la fusione, un’altra segnalazione aveva messo in dubbio un aumento di tariffe fatto da Aspem per l’acqua prima che fosse costituito l’Ato (autorità d’ambito di Varese) ma il tar ha sostanzialmente dato ragione agli avvocati della multiutility.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 novembre 2009
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