Insubria: “Tante novità, ma non abbandoniamo biotecnologie”

Alcuni giorni fa ha destato allarmi la disattivazione di tre corsi chiave per il settore biotech insubre. Il preside Coen rassicura: «A nessuno è mai venuto in mente di chiudere biotecnologie»

L’Università di Varese chiuderà tre corsi di laurea: Analisi e Gestione delle Risorse NaturaliBiologia Sanitaria e Biotecnologie. La notizia, giunta dal Senato Accademico alcuni giorni fa, ha destato confusione tra studenti e docenti, con non poche preoccupazioni.
 
A rassicurare sia gli studenti attuali dell’ateneo, sia quelli che vorranno iscriversi in futuro, è il preside della facoltà di Scienze, Alberto Coen Porisini: «L’Insubria, come tutte le altre università italiane, ha dovuto adeguarsi alla normativa, razionalizzando l’offerta formativa», spiega il preside, «Ma non abbiamo chiuso dei corsi, abbiamo semplicemente constato di avere tre corsi di laurea di settore strettamente biologico molto simili, e abbiamo pensato di farli confluire in un unico corso di laurea. Sarà il corso di Scienze e Tecniche Biologiche, e risponderà alle esigenze di tutti gli interessati ai tre corsi preesistenti».
 
Questo nuovo corso proverà a fare di necessità virtù: unendo la prospettiva della scienza a quella della tecnologia, proverà a dare un impianto pratico al settore delle scienze biologiche. In realtà, sotto forma di indirizzi, gli iscritti avranno la possibilità di crearsi profili professionali simili a quelli costituiti precedentemente: «Anche i rappresentanti degli studenti hanno apprezzato questa scelta», sostiene, «Perché spesso chi si iscrive non ha un’idea precisa delle differenze tra un settore e l’altro delle scienze biologiche, anche perché c’erano già molti esami in comune. Ora potranno iscriversi e poi personalizzare la formazione attraverso il piano studi». Chi è già iscritto, inoltre, avrà comunque il diritto di concludere gli studi con l’ordinamento attuale. 

Il desiderio dell’Insubria di continuare a formare gli stessi profili professionali sarà confermato dal mantenimento delle lauree magistrali, che non subiranno “compressioni”: «Le lauree magistrali, che sono quello che conta davvero per la specializzazione, rimarranno sostanzialmente le stesse, non ci saranno “tagli”».
 

Il nuovo corso avrà esami e docenti simili a quelli attuali, ma non sarà esattamente identico: «In questa operazione si è cercato di fare buon uso dell’esperienza di passaggio alle lauree triennali: su direttiva del ministero abbiamo deciso di ridurre il numero di esami, per evitare troppi “esami piccoli” e concentrare gli insegnamenti in esami più impegnativi».
 
L’Insubria, quindi, riconferma la sua fiducia nelle biotecnologie. E non potrebbe essere altrimenti, visti i convegni in corso proprio in questi giorni, oltre al fiorire dell’industria biotech nell’area insubre. «Il bilancio dei corsi di questo ambito, a Varese, è estremamente positivo, sia in termini di attrattività per gli studenti sia in termini occupazionali», conferma il preside, «Per questo, ribadisco, a nessuno è mai passato in mente di chiudere le biotecnologie, perché sono un settore davvero importante per l’Insubria».
 

Il discorso per l’Insubria di Como è simile: verranno rimossi i corsi di Scienze e Tecnologie dell’Informazione e Scienze dei Beni delle Attività Culturali, perché avevano rispettivi molto simili a Varese. La razionalizzazione porterà alla formazione di due corsi che, con il medesimo corpo docente, si replicheranno nelle due sedi: il Corso Triennale di Scienze della Comunicazione e il Corso Triennale in Scienze dell’Ambiente e della Natura. Queste modifiche porteranno, a livello amministrativo, al trasferimento di alcuni docenti tra le sedi, in modo da concentrare in Como risorse per i Corsi di Scienze dell’Ambiente e della Natura e di Scienze della Comunicazione, concentrando invece in Varese gli insegnamenti informatici. Per gli studenti, tuttavia, non dovrebbero esserci rivoluzioni. 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 novembre 2009
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