“L’Europa si occupi del benessere dei cittadini, non della cultura dei singoli Stati”

Così l'eurodeputata del PdL Lara Comi dopo la polemica sul crocefisso a scuola: ancora una volta chiamata in causa l'Unione Europea

In riferimento alle polemiche scaturite dalla recente sentenza della Corte di Strasburgo che vieta l’esposizione del crocefisso a scuola, prende posizione anche l’europarlamentare saronnese del PdL Lara Comi. “Le istituzioni europee" dichiara "portano avanti un progetto politico proiettato nel futuro a beneficio dei cittadini. Spiace constatare che, al di fuori della politica, ci sia chi confonda la lontananza di vedute con il laicismo esasperato. La sentenza di oggi entra pesantemente nel merito di una decisione nazionale, contravvenendo quindi al principio di sussidiarietà e pretendendo di sovvertire millenni di storia, cultura e pensiero filosofico. Forse nessuno ha spiegato ai signori giudici della Corte Europea che il crocefisso, oltre ad essere un simbolo religioso, rappresenta a pieno titolo i valori fondanti della Repubblica Italiana e della stessa Unione Europea”. La quale però, come ribadsce oggi esplicitamente dalla Commissione UE, con la Corte europea dei diritti dell’uomo non ha niente a che fare.

La giovane eurodeputata conclude affermando: “Sarebbe saggio che le istituzioni europee, politiche e non, si occupassero del benessere dei cittadini, della protezione dell’occupazione tutelando le produzioni interne e il made in, di politiche sociali e di cooperazione allo sviluppo che aiutino gli emigranti ad inserirsi e a partecipare alla vita delle società che li accolgono, e non di decisioni che competono ai singoli Stati sulla base del percorso che il popolo ha compiuto per giungere all’attuale stato di progresso e di civiltà”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 novembre 2009
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