L’inspiegabile nostalgia della Ddr

A due passi dal museo che ricorda la vita in Germania Orientale c'è ancora chi manifesta per quel regime assurdo

La mia Berlino è arrivata, finalmente, nel 2006. Un viaggio di una settimana a tutto tondo, tra i luoghi storici, quelli moderni e quelli della vita di tutti i giorni. Una full immersion che al divertimento e al turismo ha voluto unire un pizzico di approfondimento su una città dalla storia straordinaria. Ritengo splendido il Museo del Muro, quello nei pressi di Checkpoint Charlie, ritengo altrettanto utile e gradevole il minuscolo ma geniale Museo della Ddr dove in pochi metri quadrati è ricostruita la vita nella Germania Democratica. Dalla Trabant alla musica fino a due stanze ricostruite con mobili e prodotti d’epoca.

Un posto che, da una diversa angolazione, dà un’idea di com’era vivere al di là del Muro o della Cortina di ferro. Una vita assurda per un popolo che a pochi metri aveva lo specchio di come avrebbe dovuto essere e invece era costretto a vivere in gabbia. Anche se la gabbia sembrava essere Berlino Ovest.
Il museo è a pochi passi dall’ex parlamento della Ddr, un enorme e brutto palazzone squadrato in smantellamento per via dell’amianto. Sotto cui – e la mia sorpresa è stata totale – ho incrociato una manifestazione di nostalgici, neppure pochi. Bandiere rosse, compassi, falci e martello: una “visione che mi ha lasciato sopra la testa un gigantesco punto di domanda. Perché proprio continuo a non spiegarmi come si possa avere nostalgia di un posto simile.

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Pubblicato il 09 novembre 2009
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