L’UDC bustese: “I servizi sociali non sono un’azienda”

"Serve sensibilità, soprattutto per la condizione di minori e anziani"

"Come avevamo già denunciato nel mese di settembre, la situazione economica ha continuato inesauribilmente a degenerare, le persone si ritrovano a fare i conti con la cassa integrazione, la mobilità e per i più sfortunati la definitiva perdita del posto di lavoro, senza la possibilità di recuperare con decenza una situazione ormai asfittica". Così l’UDC di Busto Arsizio con una presa di posizione a nome del coordinatore Francesco Iadonisi. "Le famiglie che passano da una posizione di benessere all’indigenza vivono con dignità  un disagio sempre più presente e subdolo".
Per l’UDC bustese, "rifondata" la scorsa primavera sotto gli auspici del senatore Graziano Maffioli, le politiche sociali "non sono come un’azienda dove il motto è razionalizzare le risorse, senza avere una minima sensibilità alle problematiche che toccano i ceti e le persone più indifese: è un ricordo che la Dr.ssa Boni Olga nel suo impegno nel sociale cerca di ricordare a chi ha perso la memoria".
La richiesta all’amministrazione è che in questo momento ci si impegni tramite la commissione servizi sociali nel dare risposte alle tante situazioni che necessitano un intervento, soprattutto dove sono presenti dei minori o anziani". Chi condivide la propostapuò inviare riflessioni o esperienze all’indirizzo di posta elettronica info@udc-bustoarsizio.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 novembre 2009
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