La Fiom: “Andremo avanti finchè Fiat non cambia idea”

Maria Sciancati, segretaria milanese della Fiom Cgil, commenta a margine della protesta dei lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese: "Manifestazioni e presidi per tutta la settimana"

«Oggi è stato solo l’inizio, la protesta va avanti». Così Maria Sciancati, segretaria milanese della Fiom Cgil, commenta a margine della protesta dei lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese: «Andremo avanti finchè Fiat non cambia idea – spiega -. Diciamo no al trasferimento allo stabilimento di Mirafiori dei 232 operai che il 4 gennaio Fiat vuole portare a Torino. Gli accordi presi col Governo garantiscono la presenza ad Arese di uno stabilimento funzionante, anche in ottica del progetto di mobilità sostenibile sul quale la casa torinese dice di voler puntare. Il blocco dell’autostrada è stato deciso per evitare i trasferimenti che sanno tanto di licenziamento e per dire no all’abbandono del territorio, che mette in discussione occupazione, redditi e chiudono un pezzo di storia industriale a favore di speculazioni edilizie spregiudicate». Ad Arese lavorano ancora un migliaio di persone: 232 verranno trasferiti a Mirafiori a partire dal 4 gennaio 2010, altri 172 del comparto progettazione e sperimentazione di Alfa Motori sono in cassa integrazione, 80 sono del reparto commerciale e circa 500 lavorano nei call center: «La lotta sarà dura e andrà avanti – prosegue Sciancati -, a Milano e negli altri stabilimenti italiani. Vogliamo convincere Fiat a venire a Milano e sedersi ad un tavolo di trattative qui, per poi andare a livello nazionale a spiegare cosa vuole fare del futuro dell’azienda». Le proteste e le manifestazioni proseguiranno per tutta la settimana: giovedì 5 novembre è programmata un’altra protesta massiccia in fabbrica ad Arese, la protesta verrà portata in Regione Lombardia e giovedì 12 novembre ci sarà una manifestazione con presidio di 4 ore davanti alla sede di Assolombarda.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 novembre 2009
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