La rete cresce ma la politica la snobba

Lo Iab forum mette al centro i dati sulla diffusione di Internet, ma anche la distanza che ha l'Italia rispetto agli altri paesi

Con Twitter a far quasi da prima donna con i brevi messaggi dati in diretta da Riccardo Luna, si è dovuto attendere solo qualche minuto dopo la prima tavola rotonda per leggere commenti di varia natura su blog, agenzie ed altro.
Layla Pavone ha parlato per quaranta minuti. Coadiuvata da una serie di diapositive ha raccontato i numeri di internet. Ventitre milioni di navigatori, il 43% della popolazione usa il web quotidianamente e l’88% di questi hanno la banda larga. Malgrado la crescita continua siamo sempre più la Cenerentola. Gli altri dati interessanti sono il tempo passato sulla rete. Cinquanta ore al mese, 102 minuti al giorno. Ormai i cittadini si informano sempre più con internet e infatti la pubblicità online è l’unica che cresce in un anno disastroso. 
La stampa ha dato importanza all’evento ma con toni e spazi molto diversi. Riccardo Luna ha aperto la tavola rotonda facendo vedere la copertina del suo Wired con la foto di Lorenzo Thione, il comasco che ha "inventato" Bing il nuovo motore di ricerca e poi ha venduto alla Microsoft la sua azienda per 100 milioni di euro. "Nessuno ne ha parlato e invece sulle prime pagine si raccontano le vicende sessuali dei politici per mesi". Luna si chiede però: "da qualche parte avremo anche sbagliato noi se interessa così poco internet?"
E su questo e altro la stampa italiana prova a riflettere. Molto critico l’intervento di Andrea De Stefano su Repubblica. "Peccato che, tra i tanti che hanno sicuramente "fatto la storia di Internet" in Italia, in questa edizione di Iab Forum manchino alcuni dei protagonisti della produzione di contenuti digitali. Gli editori, per esempio. Salvo un paio di interventi, l’intero panorama del Forum è appannaggio di operatori della pubblicità e soprattutto dei grandi operatori internazionali come Google, Yahoo e Microsoft. La sensazione di molti addetti ai lavori (che è una certezza a livello globale ma ora diventa concreta anche a livello italiano) è che Iab sia poco attento alle richieste e alle battaglie di chi vede il valore del proprio lavoro fagocitato dalle multinazionali, Google in testa, grazie a tecniche sofisticate di monetizzazione dei contenuti altrui".
Luigi Ferro sul Sole 24ore traccia invece un bilancio sui numeri citati dalla presidente dello Iab e chiude scrivendo che "il bambino sta crescendo e Layla Pavone ha buon gioco ad augurare alla platea “Che la rete sia con voi”. C’è già e lo sarà sempre di più".
Anche Federico Cella sul Corriere della sera batte sui numeri e titole sui 102 minuti in rete.
Giuseppe Morello su Affari italiani mette al centro l’assenza della politica. "Quello che fa arrabbiare è che in Italia internet avrebbe potuto avere (e potrebbe ancora) una spinta maggiore e uno sviluppo più potente. Questo non è accaduto perché – come è apparso chiaro allo Iab Forum – la politica sembra non accorgersi che da qualche anno c’è una cosuccia che ha stravolto il modo di comunicare, ma anche di fare business, e che si chiama internet. Una disattenzione, quella del Palazzo, ben esemplificata dal forfait dato dal viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, allo Iab Forum e che poi, al di là delle questioni simboliche, si traduce in comportamenti politici. Come mai per esempio la diffusione della banda larga non è mai diventata una priorità dei governi? E dire che si tratta della condizione preliminare per la crescita di internet".
Sul fronte dei blog una maggiore attenzione a partire daBlogosfera che ha curato uno speciale ricchissimo di materiali di ogni genere e molti video con gli interventi. 
Vittorio Zambardino su Scene digitali parla di Iab forum senza ministro e con molto mugugno. 
Luca De Biase, caporedattore di Nova24 del Sole 24 ore ha coordinato una tavola rotonda allo Iab forum, ma ha anche scritto sul suo blog. ""Dove sono finiti gli 800 milioni che il governo doveva mettere sulla banda larga in Italia?" Allo Iab Forum se lo domandano tutti, Riccardo Luna di Wired Italia in testa. Ma chi doveva rispondere non c’è. Per Gentiloni il governo non è a favore di internet.
(Sta di fatto che Mediaset farà la tv via web).
Si ha l’impressione che più che una strategia anti-internet c’è soprattutto una grande ignoranza e confusione, dice Carlo Poss (presidente di Fcp-Assointernet). Grandi applausi dalla platea". 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 novembre 2009
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