La Sinistra “boccia” il centro culturale e propone un nuovo asilo

Secondo la sinistra samaratese la priorità sono scuole materne, strade e piste ciclabili. "Ma il centro polivalente bloccherebbe ogninuova realizzazione per dieci anni"

Di cosa ha bisogno la Samarate del futuro? Approvato il Piano di Governo del Territorio, non si placa il confronto, a tratti animato, sulle scelte necessarie per assicurare la vivibilità e lo sviluppo della città. Un dibattito che certo è legato anche alla campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo anno, ma che tocca, più che i temi della politica, le scelte concrete.
Ultimo in ordine di tempo è il contributo di Sinistra per Samarate, che chiede «stante la situazione di stallo sulle primarie di coalizione per la scelta del futuro candidato sindaco» di mettere in campo un vero «confronto programmatico sulla base del quale individuare le candidature da proporre ai cittadini».
 
Nella nota, firmata dal segretario Marco Rossini, la Sinistra chiede senza mezzi termini la rinuncia Sinistra per Samarate "boccia" il centro culturaleal  progetto del Centro polivalente così come è stato pensato fino ad oggi dalla giunta guidata da Vittorio Solanti: «oltre a non essere commisurato alle necessità del territorio, bloccherebbe, per la sua onerosità (si parla di oltre 5 milioni di Euro), qualsiasi altra realizzazione per una decina d’anni». Ma non si tratterebbe, specifica Rossini, di una rinuncia definitiva, quanto di un ripensamento profondo dell’idea del centro polivalente, che «dovrebbe essere ridimensionato e pensato in un altro luogo, possibilmente all’interno di una riqualificazione urbana con processi partecipativi e di condivisione delle opere che si andranno a realizzare, prevedendo anche zone di aggregazione e di incontro in modo da realizzare in ogni frazione luoghi dove le associazioni presenti possano ritrovarsi e promuovere attività culturali come spettacoli, cineforum, dibattiti, feste».
 
Il progetto della nuova biblioteca, firmato dall’architetto Marco Muscogiuri, è stato al centro di un aspro confronto, non solo tra le forze di opposizione, ma anche nelle stesse file della maggioranza e dei partiti del centrosinistra. Pochi giorni fa è stato lo stesso assessore ai lavori pubblici Michele Carlucci a mandare un segnale d’insofferenza nei confronti dell’impegnativa scelta. Tra le esigenze che avrebbero la priorità Sinistra per Samarate segnala «l’edificazione di una nuova scuola materna che possa riuscire a soddisfare le attuali esigenze dei residenti, migliorando la fruibilità dell’asilo». Altri capitoli bisognosi di maggior investimenti sono «le asfaltature e gli interventi di messa in sicurezza delle strade in generale, la realizzazione di nuove piste ciclabili, gli interventi sugli impianti e le strutture sportive per portarle a condizioni ottimali che possano garantire un più diffuso utilizzo da parte delle società sportive».
Per rispondere in tempi brevi alla necessità di luoghi di aggregazione fruibili si propone di riportare alla sua originale funzione la sala convegni di Piazza Donne della Resistenza, «nell’ottica di un ritorno delle sedute del Consiglio Comunale in quella sede – pensando anche ad uno spazio da destinare ai giovani nella Sala Pozzi che così si renderebbe disponibile».
Ma alla rinuncia al centro polivalente è collegata anche la richiesta di una gestione della Villa Montevecchio diversa da quella attuata dalla Fondazione, «per darle finalmente la propria vocazione culturale e ludica più che essere asservita ad interessi commerciali».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2009
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