La sorella: “Vittorio mi è comparso in sogno, ma era morto”

Graziella Restelli dopo il ritrovamento dell’auto: “Sono pronta al peggio: ho cresciuto mio fratello e sento che non c’è più nulla da sperare”

«Ieri notte ho fatto un sogno, anzi un incubo. Ricordo solo due particolari: un nome, San Martino. E Vittorio, che non c’era più, era morto». Garziella si è mossa fin da subito per cercare suo fratello, fin dai primi giorni in cui scattò l’allarme. Ha contattato i giornali per far avere le foto del fratello, Vittorio Restelli, 47 anni, rappresentante di Cuveglio sparito nel nulla. Ha parlato coi giornalisti chiedendo di divulgare il numero di targa dell’auto appartenente al fratello.
E’ stata subito avvisata del ritrovamento della macchina del fratello, ma non l’ha presa bene, anche se se l’aspettava. «Speravo che le ricerche fossero più accurate, più approfondite – racconta, (anche se non è detto che l’auto sia stata parcheggiata lì fin dall’indomani della sparizione, fra il 7 e l’8 settembre scorsi nda). Poi oggi la telefonata, che mi avvisava di una residente insospettita per un’auto parcheggiata lì da tempo. Non spero più in nulla, ed è da tempo che io sono convinta che mio fratello è morto. Poi quel sogno, di ieri sera. Mi sono svegliata stamattina sapendo che sarebbe successo qualcosa».
Il monte San Martino non c’entra in questa storia, almeno fin dai particolari che si conoscono. L’auto è stata trovata in via Monteggia, a mezza costa per arrivare al Poggio Sant’Elsa, una montagna distante chilometri dal San Martino che si trova più avanti, andando verso Luino.
La via Monteggia a Laveno non è molto trafficata;  poche e belle ville, natura selvaggia e panorama mozzafiato: viene frequentata da chi ama le passeggiate o vuole intimità. Forse per questo l’ammaccatura nella parte posteriore dell’auto di Vittorio: una manovra azzardata, magari al buio. Di più non si sa. «Vittorio l’ho cresciuto io, abbiamo nove anni e mezzo di differenza d’età – conclude Graziella. Vittorio amava fare lunghe camminate, anche escursioni di ore. Camminava dalla mattina alla sera nel tempo libero. Deve essere in un posto dove pochi sono in grado di arrivare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2009
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