Liberta’ religiosa e laicita’ dello stato

Il tema sarà al centro di un convegno In un convegno con monsignor Rino Fisichella e Carlo Cardia a Villa

«La “sana laicità” – sostiene Benedetto XVI – comporta che lo Stato non consideri la religione come un semplice sentimento individuale, che si potrebbe confinare al solo ambito privato. Al contrario, la religione, essendo anche organizzata in strutture visibili, come avviene per la Chiesa, va riconosciuta come presenza comunitaria pubblica».
Il problema è dunque quello di un corretto rapporto tra libertà religiosa e laicità che, se esclude indebite ingerenze della Chiesa nell’attività legislativa, propria ed esclusiva dello Stato, deve garantire il libero esercizio delle attività della comunità dei credenti: quelle legate al culto, alle espressioni della vita spirituale, culturale, educativa e caritativa, fino al diritto di pronunziarsi sui problemi morali che oggi interpellano la coscienza di tutti gli uomini, perché la Chiesa «ha il dovere di proclamare con fermezza la verità sull’uomo e sul suo destino».
Per riflettere sulle implicazioni di questa prospettiva, giovedì 5 novembre a Villa Cagnola di Gazzada, interverranno monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, e il professor Carlo Cardia dell’Università degli Studi Roma Tre, rispettivamente sui temi: “Libertà religiosa e laicità dello Stato” e “Laicità, diritti umani, cultura relativista”.
Il convegno completa la prima fase dell’ampio itinerario di riflessione sul tema della Libertà religiosa, pietra miliare della nuova Europa, avviato nel 2007 dall’Istituto Superiore di Studi Religiosi e dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI con l’autorevole apporto del cardinale segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, di Ernesto Galli della Loggia e p. Samir Khalil; una riflessione proseguita con un seminario di studi dedicato ai rapporti con l’Islam, e con gli approfondimenti del patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, e di Francesco Botturi sul nesso tra libertà religiosa e responsabilità educativa.
Il problema del rapporto tra culture diverse è diventato centrale nel contesto odierno ed esige alcuni presupposti indispensabili, perché i diversi soggetti possano efficacemente costruire “insieme”: da una parte, l’attaccamento alla propria storia e alle proprie tradizioni, costitutive della propria identità; dall’altra, il desiderio e la disponibilità ad incontrare l’umanità dell’altro, per condividerne ragioni e valori in un comune contesto operativo e vicendevolmente arricchente. La ricerca intelligente e determinata di un vero incontro, unita alla stima e al rispetto vicendevoli, costituisce una via sicura alla pace ed è indispensabile per la costruzione della “nuova Europa”, dove il ruolo delle religioni sembra più che mai decisivo e la libertà religiosa costituisce non solo un valore fondamentale e inalienabile ma può dare un contributo imprescindibile alla costruzione, anche su scala planetaria, come sottolineava Paolo VI, di una «civiltà dell’amore».
L’obiettivo del presente convegno è di offrire un approfondimento sul rapporto tra spazio pubblico della religione e laicità della cosa pubblica, che costituisce un problema continuamente emergente nel dibattito culturale e politico, ma anche un punto decisivo per il futuro della convivenza civile di una società sempre più plurale, i cui fondamenti culturali esigono un serio ripensamento.
Villa Cagnola di Gazzada 
5 novembre 2009 (ore 18, ingresso libero). Per informazioni: tel. 0332.461.304, fapgazzada@tin.it).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 novembre 2009
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