Malpensa e la terza pista secondo i novaresi

Il COvest boccia ogni ipotesi di potenziamento dell'aeroporto: "i nuovi voli passerebbero quasi tutti sulle nostre teste. I nostri enti locali sono ignorati da Sea"

Il 18 novembre il Presidente della SEA Giuseppe Bonomi ha incontrato i Sindaci lombardi del CUV (Comitato Urbanistico Volontario) interessati dall’aeroporto di Malpensa. Ha spiegato loro il nuovo Piano Industriale 2009/2016 che prevede nuove strutture che porteranno l’aeroporto di Malpensa ad una capacità virtuale di 70 milioni di passeggeri. I Sindaci del CUV, intanto, insistono sulla richiesta di una Valutazione ambientale strategica (VAS) per capire l’impatto con ciò che circonda l’aeroporto.
Il COvest, che rappresenta i residenti delle aree novaresi soggette ai decolli, ai rumori e all’inquinamento di Malpensa, non ci sta.

"La nuova terza pista è parallela alle due esistenti, ma collocata più a sud e la direzione di decollo è sull’Ovest Ticino verso cui invierà tutti gli aerei in decollo" scrive. "Delle due piste esistenti, quella di destra, verso la Lombardia, sarà destinata solo agli atterraggi, quella di sinistra prevede decolli tangenti al Piemonte, che, come già oggi, sorvoleranno per una gran parte il Piemonte. Risultato: se oggi passano sulle nostre teste circa 130 aerei al giorno, dopo l’ampliamento dell’aeroporto e la costruzione della terza pista, sulle nostre teste potranno volare quasi 400 aerei al giorno (il 70% di 550 aerei in partenza)!"
Il comitato chiede quindi, non senza ironia, che il presidente Bonomi venga "a raccontare a noi abitanti del novarese, che non dobbiamo temere la terza pista e che non è un pericolo!", e che "i nostri rappresentanti delle Istituzioni, i Comuni, la Provincia di Novara e la Regione Piemonte si facciano avanti, chiedano di conoscere i progetti, che prevedono un enorme impatto, con rumore e inquinamento, sulla salute dei loro cittadini, e prendano posizione. Forse quando il presidente Bonomi disdisse l’incontro con la passata Provincia nel dicembre 2008 non lo fece per scortesia".
I Sindaci lombardi hanno espresso preoccupazioni sui 70 milioni di passeggeri. Gli enti locali piemontesi, "fino ad oggi ignorati da SEA e Regione Lombardia , pretendano di essere coinvolti e dicano la loro. La terza pista è un pericolo per la salute dell’Ovest Ticino, occuparsi dei progetti SEA è un’urgenza".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 novembre 2009
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