Orientagiovani: studenti a lezioni di “futuro”

Oltre 500 gli studenti che hanno partecipato alla quattordicesima edizione dell'Orientagiovani, organizzato da Univa. Presentato anche il concorso per tutte le scuole

Oltre 500 studenti all'Orientagiovani 2009E dopo le superiori che faccio? La domanda circola ormai nelle menti di molti maturandi, all’ultimo anno del ciclo scolastico, davanti al bivio fatidico per scegliere il proprio destino.
Com’è ormai tradizione da 14 anni, Confindustria ha organizzato oggi in tutt’Italia la Giornata dell’Orientagiovani quest’anno intitolata "Il vento della tecnica".  A livello locale, ogni organizzazione ha chiamato gli studenti degli ultimi anni per dare un quadro generale del contesto attuale e futuro.

All’Università di Castellanza Liuc,
Univa ha invitato oltre 500 studenti di 15 diversi istituti della provincia. Accolti in due aule, hanno trascorso alcune ore ascoltando storie d’azienda ma anche informazioni sulla formazione e spunti di riflessione.
Ad aprire la mattinata è intervenuto il rettore di Liuc Andrea Taroni ( nella foto sotto) che ha spiegato il significato di "orientarsi": «Vuol dire prendere coscienza delle prospettive future in base alle proprie inclinazioni. È questo un momento importante. Nei prossimi quattro o cinque anni costruirete una parte del vostro destino. Certo, si può sempre tornare indietro, ma intanto gli anni passano…».
Il rettore Andrea Taroni saluta i giovaniL’importanza della formazione e dell’impegno sono stati più volte sottolineati anche da Gianni Brugnoli, vicepresidente di Univa, che ha dato tre consigli ai ragazzi presenti: non sottovalutare la "tecnica", l’arte del saper fare e della perizia, che va combinata con la scienza e la tecnologia;  impegnarsi nello studio, una medicina da prendersi quotidianamente e seriamente per prtepararsi alla competizione futura con i coetanei di tutto il mondo; non cercare scorciatoie, strade brevi e facili che non assicurano lo stesso traguardo: « Non pensate solo ad oggi ma proiettatevi tra 5 o 7 anni e pensate alla competizione che dovrete affrontare in questa nostra società globalizzata. Il nostro territorio ha un’azienda ogni 12 abitanti, ci sono realtà che vivono da oltre 200 anni e c’è una gamma di prodotti estremamente variegata. La ricchezza prodotta sul territirio provinciale è pari a quella dell’intera Liguria, la disoccupazione ha un tasso al di sotto sia della media nazionale sia di quella lombarda. Il 40% delle aziende è destinato al mercato internazionale. Guardate con attenzione alle opportunità che queste imprese potranno offrirvi, senza lasciarvi fuorviare dalla situazione contingente».

Sotto la regia del direttore del Centro studi Cared Michele Puglisi, l’incontro è entrato nel vivo con le testimonianze di tre responsabili delle risorse umane in industrie locali: l’Alenia Aermacchi, la Whirlpool e la Lindt. Tre esempi presi a campione per rendere concreto il messaggio del futuro impegno lavorativo: « Il personale che ricerchiamo è laureato o diplomato – ha spiegato subito il responsabile selezione e formazione Alenia Aermacchi spa Dario De Ambrosi - Ci sono competenze immediate da valutare, come le conoscenze e le capacità, e ci sono competenze invisibili che riusciamo a individuare attraverso speciali procedimenti. Una volta in azienda, comunque, la persone viene di nuovo orientata per capire esattamente quale sia la migliore collocazione possibile».
Flessibilità e motivazione sono le qualità preferite da Whirlpool : « I candidati devono essere preparati ad interagire con i mercati globali per la ricerca di materie prime ma anche districarsi con le regole del locale per rispondere all’esigenza del mercato personalizzato – ha chiarito Roberto Penazzi,  responsabile RU Whirlpool - . La qualifica d’ingresso di ciascuno, pwerò, non blinda la carriera che può svuilupparsi in settori diversi: ciò avviene soprattutto nella grandi industrie».
Determinazione e impegno sono stati, infine, i tratti messi in luce da Paolo Filippi, Human Resources Lindt & Sprungli spa: «Spesso si entra in azienda con uno stage, a cui segue un contratto a tempo determinato che sfocia in un posto a tempo indeterminato. Per noi conta molto il tipo di qualifica ottenuta e i tempi e le modalità in cui si è ottenuta perchè sono sinonimi di impegno. Il segreto è quello di porsi nel modo giusto, interessarsi a ciò che si fa, essere capace di lavorare in squadra, sapersi reinventare davanti agli stimoli del mercato e di una società che cambia».

Esortazioni alla serietà, dunque, all’impegno e alla scelta responsabile, sono state ribadite anche dai tre presidi di facoltà della LIUC: Giacomo Buonanno, preside di ingegneria, Mario Zanchetti, preside  di giurisprudenza e Ferdinando Alberti, delegato dal preside di economia. I tre professori hanno spiegato ai ragazzi la preparazione che viene data in Liuc, finalizzata ad affrontare soprattutto le sfide d’impresa globalizzarte.

Una mattinata trascorsa ad ascoltare e a progettarsi un futuro che UNIVA, LIUC e Ufficio scolastico provinciale vogliono rendere concreto attraverso il concorso "Orientagiovani", una prova aperta a tutte le scuole del territorio dove gli studenti sono chiamati a mettersi in gioco personalmente, con lavori di gruppo che stimolino capacità, innovazione, concretezza. Un concorso giunto alla seconda edizione che lo scorso anno ha coinvolto 15 istituti. Bando e regole del concorso sono disponibili sul sito www.univa.va.it. La premiazione dei lavori più originali, innovativi e creativi verranno premiati il prossimo aprile 2010.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 novembre 2009
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