“Pago 5.000 euro di bolletta e mi tagliano il gas”

Un lettore racconta la sua disavventura: "Dopo una bolletta da capogiro resto senz'acqua calda ai primi di novembre: qualcuno mi aiuti!"

Caro direttore,
volevo segnalarle quanto mi sta succedendo in questi giorni, che dimostra ancora come le parole democrazia e libertà, molte volte nel ns. bel paese, vengono usate in modo improprio.
Veniamo ai fatti senza tergiversare oltre.
L’oggetto della mia segnalazione, è Enel Gas, che a quanto mi è dato sapere è in Italia, uno dei maggiori fornitori di servizi per la collettività
Lo scorso mese di Luglio ho ricevuto una bolletta del gas a conguaglio della fornitura di Enel Gas appunto. Valore della bolletta, l’irrisorio importo di quasi 5.000 euro, che anche su consiglio dell’Unione consumatori, mi sono affrettato a contestare, chiedendo una verifica della congruità di quanto addebitatomi. Naturalmente non ho pagato e Enel Gas ha incominciato a minacciarmi di sospendere il servizio. L’unica verifica che hanno effettuato è stata quella di inviare un tecnico per una lettura del contatore, che a tutti gli effetti, riportava un valore analogo a quanto addebitatomi, ovvero oltre seimila metri cubi di consumo. La verifica del corretto funzionamento del contatore non è stata effettuata essendo mia responsabilità, richiedere ed ovviamente pagare la stessa.
Venendo ai nostri giorni, Enel mi ha sospeso la fornitura all’inizio di Novembre ed io vista l’impossibilità di avere soddisfazione delle mie lamentele, ho effettuato l’oneroso pagamento, riservandomi di chiedere giustizia ed eventuali rimborsi, attraverso gli organi competenti. Da contratto, una volta effettuato il pagamento, Enel Gas si riserva 48 ore per ripristinare il servizio, cosa che puntualmente non è avvenuta. E’ oltre una settimana che la mia famiglia, che comprende oltre al sottoscritto anche una moglie ed una figlia minorenne, vive in condizioni a dir poco disumane, essendo collegato all’impianto del gas, anche il sistema di riscaldamento e di produzione di acqua calda.
Esasperato dalle continue promesse dei vari call center che abbiamo chiamato, puntualmente disattese, questa sera mi sono recato dai Carabinieri di Broni, paese in provincia di Pavia, dove vivo, per sapere come comportarmi. Mi è stato detto che avendo io pagato, avevo tutto il diritto di rimuovere i sigilli dal contatore, ma due idraulici da me contattati, si sono rifiutati di eseguire il lavoro, sostenendo che si tratta di un reato penale,
Caro Direttore, sono oltre che al freddo, nelle condizioni di non sapere più a chi rivolgermi, per un consiglio pratico circa il comportamento da tenere.
Francesco Pisoni

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2009
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