Piccolomo non confessa l’omicidio di Carla Molinari

I pm Maurizio Grigo e Luca Petrucci ritengono di aver ricostruito un quadro probatorio «inequivocabile», ma l'imbianchino non si ritiene colpevole e per il momento si è avavslo della facoltà di non rispondere

Giuseppe Piccolomo non confessaL’uomo sospettato di aver ucciso Carla Molinari non è crollato. Si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha ammesso nulla. Giuseppe Piccolomo, detto Pippo, 58 anni, è sottoposto da ieri a fermo di polizia in carcere ma per capire la sua versione dei fatti bisognerà attendere lunedì, quando sarà interrogato dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Fazio, che dovrà decidere se convalidare il fermo e se chiedere la misura cautelare.  Il provvedimento di fermo è stato visionato questa mattina dall’avvocato Simona Bettiati, suo legale dalla notte di mercoledì, quando è stata chiamata d’ufficio in questura, alle 12 e 30, per seguire l’interrogatorio di un indagato del quale fino a quel momento non conosceva il nome.
Piccolomo, conosciuto in apese per il suo carattere irascibile e perchè passava le giornate nel centro commerciale, non si è scomposto nei diversi interrogatori a cui è stato sottoposto. La sua casa di Ispra, in via Foscolo, è stata perquisita. Gli inquirenti avrebbero addirittura scavato, alla ricerca delle mani, in giardino. Mancano infatti i due arti e le armi del delitto. I pm Maurizio Grigo e Luca Petrucci ritengono di aver ricostruito un quadro probatorio «inequivocabile», a partire dalla traccia del cellulare che è stato avvistato dagli strumenti tecnologici nella stessa zona della donna nelle ore del delitto e dalla messa in scena dei mozziconi. Una testimone ha riferito che l’uomo li ha prelevati in un bar del centro commerciale di Cocquio e la circostanza è stata poi verificata dalla polizia attraverso i filmati delle telecamere della videosorveglianza. Tra gli indizi, anche i graffi i faccia, che l’uomo aveva ne giorni successivi al delitto. Dal provvedimento di fermo emerge anche il movente economico che avrebbe spinto l’indagato a cercare soldi a casa di Carla Molinari, un particolare su cui però gli inquirenti stanno ancora lavorando.
Secondo una ipotesi circolata in queste ore, la moglie defunta di Piccolomo avrebbe svolto in passato dei lavori domestici per la Molinari. I due si conoscevano da lunga data, si parla anche di lavori di imbiancatura realizzati da parte dell’indagato nella casa della donna. C’è un altro particolare interessante, confermato da alcuni dipendenti del centro commerciale: “Pippo” girava, nelle scorse settimane, e cercava di “piazzare” un assegno. Voleva farselo cambiare, chiedeva soldi cash e in cambio avrebbe girato il titolo, il cui rimborso di 10mila euro sarebbe maturato in banca entro un mese, ma ovviamente nessuno gli aveva dato retta. Gli servivano soldi: «La banca mi rovina» diceva. E’ forse la necessità di avere dei soldi per i debiti e per i suoi affari immobiliari andati male che avrebbe spinto Pippo a  chiedere denaro, o a progettare una rapina alla povera Carla Molinari? Sono circostanze che approfondirà il giudice delle indagini preliminari, Giuseppe Fazio. Il gip di Varese sarà chiamato a decidere dal fermo di polizia, e la sua ordinanza sarà il primo punto fermo da parte del tribunale sulla vicenda.  

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Omicidio Cocquio, le indagini 4 di 9
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2009
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