Piccolomo resta in carcere: “Gravi indizi di colpevolezza”

Il gip Giuseppe Fazio emette una ordinanza di custodia cautelare che conferma le accuse della Procura. Il procuratore Grigo: "Soddisfazione ma prudenza. Confermo che l'indagato si dichiara musulmano"

giuseppe piccolomo omicidio carla molinari varese cocquio trevisago omicidio delle mani mozzate Ci sono gravi indizi di colpevolezza: Giuseppe Piccolomo, l’uomo di 58 anni accusato di aver ucciso e mozzato le mani all’ex tipografa Carla Molinari 58 anni, resta in carcere. Il gip Giuseppe Fazio ha deciso la misura di custodia cautelare, e confermato le accuse della procura raccolta sulla scorta del lavoro della squadra mobile di Varese e dello Sco. Il giudice, tuttavia, non ha convalidato il fermo di polizia del pm Luca Petrucci, motivato con il pericolo di fuga. Ma è in particolare tecnico che non cambia la sostanza del provvedimento. La procura aveva ritenuto che Piccolomo stesse per andare in Marocco, circostanza ricavata da un suo contatto con un’agenzia di viaggi, ma il giudice ha deciso diversamente.
Pienamente confermata, invece, la tesi degli indizi di colpevolezza che stanno alla base del provvedimento chiesto dalla procura. Secondo il giudice, l’accusa dispone di almeno tre elementi molto importanti. In primo luogo i mozziconi: sono stati prelevati nel bar del centro commerciale da lui stesso, lo dice un teste, lo confermano le telecamere del parcheggio; il prelievo avviene lo stesso 5 novembre, è a pochi passi dalla casa del delitto. A supporto della tesi ci sono poi le tracce di dna lasciate nei quattro mozziconi messi nella casa per il depistaggio. Appartengono ad abituali clienti del bar, come dimostrano i rilievi della scientifica sui mozziconi che gli agenti hanno prelevato, con sistematicità, nello stesso bar nei giorni successivi al delitto.
Secondo punto, i graffi in faccia che l’uomo aveva al momento dell’arresto: la firma di Carla, secondo l’accusa. I solchi sono stati esaminati in carcere da un perito, e ci sono le testimonianze di persone a cui Piccolomo aveva fornito versioni diverse su come se li era procurati.
Terzo punto fondamentale, la presenza della sua macchina a Cocquio nelle ore del delitto (il primo pomeriggio), provata da una telefonata fatta in zona con la cella di telefonia mobile agganciata.
Il provvedimento è stato consegnato in segreteria poco prima delle 12 e 30. La procura ha commentato con soddisfazione. «E’ una prima valutazione importante ma aspettiamo prima di fare valutazioni affrettate» afferma il procuratore capo Maurizio Grigo. «Siamo soddisfati perché è stato riconosciuto il nostro lavoro» ha aggiunto Luca Petrucci, sostituto procuratore. Il procuratore capo Maurizio Grigo, ha poi aggiunto: «Ho letto che Giuseppe Piccolomo in carcere si è dichiarato musulmano, è vero, lo confermo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2009
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