Pippo l’attaccabrighe e i suoi misterosi debiti

L'uomo sospettatto del delitto si risposò con la sua ex domestica dopo la morte della moglie. In paese era conosciuto per i traffici e i litigi. Passava i pomeriggi al bar. Dove conobbe Carla Molinari?

giuseppe piccolomo arrestato accusa omicidio premeditato di carla molinari a cocquio trevisago assassinata con le mani mozzateUrlava spesso, litigava, chiacchierava tanto, tra una birra e una giocata al totocalcio, dove pure sembra avesse vinto una piccola somma,  nella sua seconda casa, il centro commerciale di Cocquio. Giuseppe Piccolomo (nella foto), detto Pippo, non faceva altro. E’ conosciuto, per la sua vocazione ad attaccar briga, e per la teatralità con cui si lamentava delle banche, che lo stavano strozzando; gli chiedevano di rientrare di un prestito, che aveva ottenuto per due casette, in un terreno di Besozzo, che però nessuno si voleva comperare. “Perché la gente con la testa sulla spalle mica va a prendersi terreni del genere” dice una persona che lo conosce bene e che tutti giorni lo vedeva al bar, mentre urlava per il Milan, la sua squadra del cuore, per cui era capace di rovesciare i tavoli e prendersi a spintoni. Pippo non era certo uno che non si faceva notare. Alcuni anni fa aveva litigato con il direttore del supermercato, si era preso sotto e il dirigente lo aveva buttato fuori, accusandolo di rubare. In uno dei bar del centro, lo avevano cacciato per lo stesso motivo, adesso stazionava spesso in un altro posto. Il paese da tempo diffidava di lui, dal 2003, per la precisione, quando la moglie morì carbonizzata in un incidente stradale che non convinse molti. A Cocquio, e anche a Caravate, lo ricordano bene, quel funerale fu drammatico, e tra i parenti volarono parole grosse davanti al feretro. C’è chi ricorda un particolare: “A casa di Pippo e della moglie andava a fare le pulizie una donna marocchina – racconta Giampiero Rondina, un consigliere comunale – poco tempo dopo si sposarono”. La coppia ha avuto due figli, ma da un paio di mesi lei è tornata in Marocco. Pippo, nel frattempo, lo ricordano girare per i bar cercando di farsi cambiare un assegno, che nessuno voleva prendere in carico. “Noi non lo vediamo da tre mesi e non c’entriamo niente con lui – dicono i parenti di Cocquio – non sappiamo neanche come si chiama la moglie, è uno che non combina ninete di buono”.
E’ stato anche pizzaiolo. Venti anni fa, aveva preso in gestione la “Pantera rosa”, l’unica pizzeria del paese, dove potrebbe aver conosciuto Carla Molinari. A Caravate, con la moglie, prese poi in carico un locale del comune, che ribattezzò “Occhi di gatto”, una birreria, ma anche lì le cose andarono male. Divenne allora agente immobiliare. Diceva di vendere case e terreni, proponeva affari, è in quegli anni che ottenne il permesso per costruire su un terreno a Besozzo, che però non riuscì a vendere, da lì deriva il prestito bancario, i debiti, un protesto, e la sua rabbia per il sistema. I concittadini lo avevano "messo da parte", non volevano avere più niente a che fare con lui, si vedeva sempre in giro, dicono, i bar erano la sua seconda casa, e anche quando diceva di essere imprenditore e andava vestito bene, trascorreva comunque tutta la giornata al centro commerciale. Ma era tanto disordinato che il direttore aveva anche pensato di interdirgli l’entrata per sempre, con un provvedimento ad hoc solo per lui, un proposito da cui dovette desistere per evitare la morale del paese, che da un lato giudicava Pippo per la morte della moglie, ma dall’altro non voleva che fosse messa in piazza quella storia.
Ma lui, non si arrendeva, e se gli italiani l’avevano emarginato, si era fatto dei nuovi amici, dicono, i ragazzi marocchini che bighellonano tutto il giorno davanti ai videopoker della zona, gente senza lavoro, o con lavori saltuari. Tutti controllati dagli inquirenti nei giorni scorsi. “Mi sembra  strano che abbia fatto tutto lui” dicono i suoi conoscenti al centro commerciale; Pippo era l’attabrighe del paese, ma da qui a farlo un killer esperto di gialli ne corre. Tuttavia, il paese è piccolo, e a volte è anche un bene: è stata proprio una donna al centro commerciale, che sentendo dalla stampa il particolare dei mozziconi, si è ricordata di Pippo l’attaccabrighe che aveva visto un giorno trafficare con i posacenere, e l’ha detto alla squadra mobile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2009
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