“Processo breve o processo ad personam?”

Il nuovo provvedimento sulla giustizia presentato in Parlamento attraverso il disegno di legge firmato da diversi senatori del centro-destra sta facendo molto discutere, in tutta Italia, ma anche tra i lettori di Varesenews

Il nuovo provvedimento sulla giustizia presentato in Parlamento attraverso il disegno di legge firmato da diversi senatori del centro-destra (Gasparri, Quagliarello e Bricolo i primi tre) sta facendo molto discutere, in tutta Italia, ma anche tra i lettori di Varesenews.
I commenti si concentrano molto sulle conseguenze pratiche dell’applicazione della legge sul sistema italiano.

Prima, però, facciamo una panoramica generale sulle novità contenute nel provvedimento:
Il ddl prevede che la durata dei processi non potrà superare i sei anni, dopodiché, che siano finiti oppure no, interverrà la prescrizione a bloccare i procedimenti.
Esattamente la tempistica prevederà lo scattare della prescrizione dopo due anni per ogni grado di giudizio. Questo significa che il processo non dovrà superare i due anni in Tribunale, i due anni in Appello e infine i due anni in Cassazione. Se in qualunque di queste fasi si dovesse superare la soglia di tempo indicata, il processo, e di conseguenza il giudizio, verrà bloccato.
Questa nuova procedura non verrà tuttavia applicata a tutti, ma solo agli imputati che risultano incensurati e imputati per reati la cui pena prevista non superi i 10 anni. Ne sono esclusi i reati di mafia e terrorismo, quelli di grave allarme sociale, l’associazione a delinquere, incendio pornografia minorile, sequestro di persona, atti persecutori, circonvenzione d’incapace, reati stradali, incidenti sul lavoro, traffico di rifiuti, emigrazione clandestina. Rientrano invece tutti gli altri per i quali è prevista una pena fino a 10 anni, compresi i reati dei colletti bianchi, e dei politici (corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, ricettazione truffa, abuso d’ufficio).
La legge, se approvata così com’è stata presentata dal Parlamento, entrerà in vigore immediatamente e si applicherà anche ai processi in corso al primo grado di giudizio.

Le lettere fin’ora arrivate a Varesenews si concentrano soprattutto sulla posizione processuale del presidente del consiglio.
«Il ddl sulla giustizia presentato in Senato dal Pdl è probabilmente l’ultimo tentativo salva-premier, poi resta l’interdizione dei giudici non graditi o lo sterminio in toto della Magistratura», dice una prima lettrice.

In un’altra lettera: «la corruzione continua, le varie mafie imperversano, i responsabili di vari crac finanziari la fanno comunque franca, i responsabili di “stragi” sul lavoro non saranno mai condannati», la conclusione, «Aboliamo tutti i processi».

«Se si fosse voluto effettivamente ridurre l’intollerabile durata dei processi si sarebbero dati dei fondi e definite delle procedure per ottenere dei tempi di giudizio certi e ragionevolmente brevi: stop – dice un altro lettore – Chiunque sia in buona fede può serenamente valutare come la vergognosa norma "salva premier" non c’entri proprio niente con la riforma dei tempi dei processi: tagliando i tempi di prescrizione non si accellera di un minuto l’iter della giustizia».

«Si guardano bene i nostri disonorevoli di dire ai cittadini che se il processo non termina entro i sei anni il “processo” viene annullato e gli eventuali colpevoli diventano innocenti, solo per burocrazia. – È il testo di un altro contributo – Io ho fatto una breve considerazione: se normalmente l’ottanta per cento dei processi durano mettiamo tra gli 8 e 10 anni significa che proprio tutti verranno estinti».

«Il ddl di PDL e Lega, – scrivono Tosi e Carignola del Pd -  è imbarazzante e moralmente inaccettabile soprattutto perché viola il principio di uguaglianza davanti alla legge».

«Solo una fantasia perversa può ritenere saggio montare il motore di una Ferrari su una “Cinquecento”; – dice invece il segretario provinciale dell’Italia dei Valori Alessandro Milani - eppure in politica c’è chi è convinto che possa essere una cosa logica e lo dimostra il disegno di legge per il processo breve proposto da Lega Lombarda e PDL».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 novembre 2009
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