Punkreas: «Volevano farci diventare il clone dei Nomadi»

Paolo, chitarrista del gruppo, racconta la storia della band a vent'anni dalla nascita. A Dicembre un tour, intanto organizzano eventi e promuovono nuovi artisti

Punkres, vent'anni e un tour a dicembre Sono i veri paladini del punk. Hanno convinto intere generazioni con pezzi come “Aca’ Toro”, “Il vicino”, “La canzone del bosco”. Hanno vent’anni di esperienza, tornano sulle scene con tour ma sono anche organizzatori di eventi e discografici. Stiamo parlando dei Punkreas, la band milanese che oggi presenta Canapa Eventi, l’agenzia di promozione che nasce come costola della Canapa Dischi, la loro etichetta discografica e che promuove le “Canapa Night”, le serate di concerti che partiranno dal Circolone di Legnano.
Una nuova avventura per i Punkreas, gruppo in contro tendenza che ha sempre fatto di "testa sua", anche perché quando si sono rivolti alle grandi case discografiche hanno ricevuto la proposta di diventare i nuovi Nomadi. Non ci credete? Ecco cosa ci ha raccontato Paolo, il chitarrista del gruppo:  «Noi abbiamo incontrato le “signore” ma si sono sempre dimostrate molto lontane dal nostro modo di essere e di fare. Quando una cosa funziona cercano di crearne il clone, a noi ci hanno addirittura proposto di diventare i nuovi “Nomadi”».

E voi avete deciso di fare tutto da soli. Ora vi lanciate anche nel mondo della promozione e dell’organizzazione. Come nascono le serate di Canapa Eventi e l’etichetta Canapa Dischi?
«È stato un moto di coraggio e incoscienza. Dopo vent’anni in questo settore, abbiamo pensato di usare la nostra esperienza per promuovere altre situazioni e gruppi. Non è un periodo facile per la musica, in giro si respira crisi, eppure abbiamo pensato di dare un segnale in controtendenza. Canapa Dischi e Canapa Night sono nati dalla voglia di creare contesti in cui si mette in moto la voglia di incontrarsi, trovarsi, respirare energie positive».

Cosa intendi quando dici essere in “contro – tendenza”?
«Più che essere contro vuol dire essere “pro”. Ci sono valori che vale la pena affermare. La voglia di vivere, promuovere artisti nuovi, uscire, trovarsi. Oggi invece si respira un’aria repressa».

Quanto è cambiato il vostro modo di fare punk in questi anni? E come è cambiato in Italia?
«È cambiato perché siamo cambiati noi, siamo cresciuti. Eppure artisticamente rimaniamo fedeli al nostro progetto e al nostro modo di essere. Abbiamo continuato a far di testa nostra e raccontiamo quello che pensiamo. Trattiamo temi forti che riguardano la società e la politica eppure, a volte, siamo ancora considerati gruppi "solo per i giovani". È paradossale se pensi che ci sono artisti che raccontano l’amore come potrebbe fare un’adolescente e vengono considerati artisti da “grande”».

E per il futuro?
«I Punkreas compiono 20 anni e per l’occasione partirà un tour nei primi mesi di dicembre. Si chiama “Paranoia domestica tour” e faremo solo le canzoni dei nostri primi tre album».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 novembre 2009
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