Scudo fiscale e monitoraggio? Risolti con 26 euro

Frontalieri che hanno un conto corrente per lo stipendio oltre frontiera mai dichiarato possono risolvere con una precisazione i problemi della questione “scudo fiscale”. Lo chiarisce una circolare dell'agenzia delle entrate

Con poco meno di 26 euro frontalieri e lavoratori all’estero che si limitino ad avere un conto corrente per lo stipendio oltre frontiera e non l’abbiano mai dichiarato, possono risolvere i problemi della questione “scudo fiscale”. E’ questa la “precisazione” dell’Agenzia delle Entrate chiarita dalla circolare 48/E diffusa ieri, 17 novembre.

«La circolare si occupa e chiarisce la posizione dei frontalieri e dei lavoratori all’estero in seguito ad alcuni quesiti posti da più soggetti – spiega Tommaso Cherubino, avvocato, presidente della neonata associazione AACI – E chiarisce perciò la posizione delle persone che, per effetto collaterale delle regole sull’emersione, sono tenute a dichiarare i loro conti correnti esteri e quindi dovrebbero usufruire dello scudo fiscale per gli stipendi accreditati sui conti aperti
presso le banche estere
. La circolare chiarisce innanzitutto che restano fuori dallo scudo i conti correnti aperti per l’accredito degli stipendi da parte dei dipendenti di ruolo pubblici in servizio all’estero: questi lavoratori, secondo l’Agenzia, non hanno l’obbligo di rispettare il monitoraggio fiscale, la cui violazione è una delle condizioni per aderire allo scudo. Per quanto riguarda lavoratori dipendenti transfrontalieri e i dipendenti di imprese multinazionali essi hanno invece l’obbligo di rispettare il monitoraggio fiscale, cioè dichiarare i conti nel modulo RW della dichiarazione dei redditi».

Un impegno, però, di puro monitoraggio: «Che teoricamente esiste da quasi vent’anni, ma in pratica non era mai stato contestato ai frontalieri – spiega Matteo Cecchetti, commercialista in Varese e Milano e vicepresidente dell’associazione di professionisti insubrici. «Ma è necessario andare con ordine: perchè va detto innanzitutto che questa circolare chiarisce la posizione nei confronti dello Scudo Fiscale dei frontalieri “semplici”, cioè delle persone che hanno sul conto corrente svizzero semplicemente le somme derivanti dallo stipendio: per loro lo scudo semplicemente non c’è»spiega Cecchetti. «La circolare però ricorda loro, allo stesso tempo, che sono tenuti a compilare, quando fanno la dichiarazione dei redditi, il famoso modulo RW che serve semplicemente a monitorare la presenza di somme all’estero anche se non soggette a tassazione italiana». Un modulo che probabilmente in molti hanno ignorato: così «Nel caso si lavori da diversi anni in Svizzera e non sia stato mai compilato questo modulo Rw, il fisco permette con questa circolare di regolarizzare la propria posizione fino al 2008. Basta presentare una dichiarazione dei redditi integrativa completa del modulo RW e pagare una sanzione dieci volte inferiore al minimo, cioè di 25 euro e 80. Non per lo scudo, ma semplicemente per non aver ottemperato alla compilazione di questo modulo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 novembre 2009
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