Scudo fiscale, la preoccupazione dei comuni di confine

L'Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) si rivolge al Governo. Le tensioni potrebbero compromettere il versamento agli enti italiani dei ristorni sugli stipendi dei frontalieri

"Le resistenze al rinnovo dell’accordo di cooperazione in campo fiscale tra Italia e Svizzera per l’anno 2009, rischiano di provocare pesanti ricadute sui già provati bilanci dei Comuni montani di confine, destinatari delle somme derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori transfrontalieri". Una nuova preoccupazione, in merito alle conseguenze delle incomprensioni tra Italia e Svizzera scatenate dallo scudo fiscale, arriva dall’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem)  

I ristorni sulla remunerazione dei circa 40 mila transfrontalieri – che vengono attribuiti dalla Comunità elvetica a titolo di compensazione finanziaria sulla base dell’accordo bilaterale italo-svizzero del 1974 e che ammontano a poco meno di 36 milioni di euro per l’anno 2008 – sono ripartiti ai comuni di confine attraverso le province e le Comunità montane delle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Bolzano. Il mancato trasferimento di queste somme metterebbe pertanto a rischio servizi fondamentali per la comunità quali quelli relativi a scuole, mense e assistenza sociale. 

"Non possiamo permettere – dice il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi – che le tensioni tra Italia e Svizzera, scoppiate a seguito della vicenda scudo fiscale, determinino conseguenze sul territorio mettendo a rischio servizi fondamentali. Abbiamo perciò chiesto al Governo, e attendiamo rassicurazioni in questo senso, di garantire la necessaria copertura di tali trasferimenti agli enti locali coinvolti, indipendentemente dalle vicende legate agli esiti delle relazioni tra i Paesi".

L’iniziativa Uncem si è sostanziata in una richiesta ufficiale al premier Silvio Berlusconi e ai ministri Tremonti, Fitto e Frattini. "Non escludiamo – commenta Borghi – un passo ufficiale in Conferenza Unificata qualora perduri questo rischio".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2009
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