“Solanti, un sindaco prestigiatore e mago”

Il capogruppo del PdL Luciano Pozzi all'attacco la giunta sul Piano di Governo del Territorio recentemente approvato

Riceviamo e pubblichiamo  

 
Vi siete chiesti come è possibile che il nuovo PGT incrementi le aree edificabili rispetto al vecchio PRG, determinando di conseguenza un incremento del volume dell’edificato, ed al tempo stesso determini una riduzione degli abitanti???
E’ semplice: il gioco di prestigio sta nel modificare il valore che assume il parametro usato per determinare il numero degli abitanti insediabili, tale parametro è il rapporto tra abitante e volume dell’abitazione; bene il PGT assume un valore di 120 mc per ogni abitante, pari a 40 mq di abitazione, attenzione, per abitazione si intende spazio abitativo, con l’esclusione di tutti quegli spazi accessori non abitativi (ad esempio: autorimessa, lavanderia ect …), diversamente il vecchio, ma a questo punto caro PRG assumeva il valore molto più veritiero di 100 mc per ogni abitante; in altri termini la semplice modifica del valore di questo parametro porta a una diminuzione del 20 % circa degli abitanti insediabili a parità di previsioni di edificabilità.
 
Vi siete mai chiesti quale sia il termine di raffronto più idoneo per comprendere le previsioni contenute nel nuovo PGT: le previsioni del vecchio PRG oppure lo stato di fatto del nostro territorio?
E’ semplice: il confronto con lo stato di fatto mette in relazione una previsione con un qualche cosa di percepibile, diversamente il confronto tra due previsioni (si chiamano tali perché nessuna delle due è stata ancora realizzata ) mette in relazione due elementi difficilmente percepibili, quindi  “u mago”  assume a confronto le previsione del PRG non attuate con le previsioni del nuovo PGT, e ci dice che quest’ultimo prevede un incremento del consumo del suolo del solo 1 % passando dal 36 al 37 %, peccato che se lo raffrontiamo con lo stato di fatto reale possiamo verificare che il PGT prevede un incremento del consumo di suolo del 3%, passando dallo stato attuale del 34% a quello di previsione del 37%,  si tratta di “soli” 450.000 mq di terreno; terreni oggi non edificati, in buona parte agricoli, aree verdi che vengono sacrificate per l’edificazione.
 
Perché diciamo sacrificati: l’edificazione residenziale risponde ad un bisogno primario dell’uomo, che è quello di avere un luogo dove abitare e costruire una famiglia, pertanto è necessario che un nuovo strumento urbanistico debba prevedere nuove aree dimensionate al punto da soddisfare il crescente fabbisogno abitativo.
Crescente si, ma senza esagerare; le analisi dell’andamento demografico allegate allo stesso PGT ci dicono che la popolazione di Samarate è cresciuta in 18 anni, dal 1991 al 2008, di 1134 abitanti, ora, senza pretendere di dimensionare il PGT come la legge regionale vorrebbe, ovvero su una durata di soli 5 anni, ci pare esagerato averlo dimensionato su una durata di 41 anni; infatti il PGT prevede rispetto agli abitanti oggi residenti a Samarate, un incremento della popolazione di 2600 abitanti (a cui aggiungerne altri 750 dovuti ai piani attuativi già approvati ma non ancora realizzati); è da ricordare che ognuno di costoro occuperà 40 mq di casa (gli stessi estensori del PGT osservano che la tendenza odierna è quella di costruire abitazioni di taglia inferiore, quindi i 40 mc per abitante risultano un valore troppo alto)
 
La verità è che il PGT di Samarate sacrifica queste aree per ottenere un altro risultato, che è quello di giustificare la realizzazione di una nuova seconda circonvallazione, infatti tutte le nuove aree edificabili concorrono alla cessione delle aree per questa nuova strada, con il risultato che l’individuazione delle nuove aree edificabili non é altro che il risultato della previsione della nuova circonvallazione; quindi il dimensionamento in termini di abitanti è la conseguenza della previsione della nuova strada.
La strada è il fine, il mezzo che giustifica questo risultato è l’incremento abnorme della popolazione.
 
Per altro, questa nuova strada che si affianca alla futura nuova strada statale determinerà una ulteriore ferita  per il territorio rendendo inaccessibile e quindi non utilizzabile una ampia parte del territorio comunale, questa zona, che è quella dei territori posti  tra le due strade, sarà abbandonata a se stessa, (perché non ci saranno le risorse per la manutenzione), ma il mago non ci racconta di ciò e parla invece di parco lineare e ricucitura.
 
Infine, sarà certo prestigioso paragonare Samarate a Copenhagen  per quanto riguarda il rapporto tra spazi pubblici ed abitanti, ma di questo ci si potrà vantare una volta che la previsione già attuata a Copenhagen  troverà attuazione anche a Samarate, infatti  il PGT prevede che gli attuali 347.591 mq di aree per spazi pubblici esistenti, vengano incrementati di ulteriori e nuovi  522.823 mq ciò vuol dire un incremento del “solo”  250%; chissà quando si realizzerà, crediamo proprio ci voglia un mago per raggiungere questi risultati.
 
 Abbiamo l’impressione che più di trovarci in mezzo ad un cantiere, tra capomastri e magut,  ci troviamo nel bel mezzo di un circo, tra maghi e prestigiatori; non ne abbiano a male questi ultimi perché non li vogliamo offendere purché rimangano nella pista a divertirci e non pretendano di volerci programmare il territorio facendoci credere a delle favolette da circo.
 
Luciano Pozzi
Capogruppo PDL
Samarate
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 novembre 2009
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