Sparò al farmacista, ecco il video che lo incastra

Il malvivente perde la testa, alza la pistola e spara. Immagini drammatiche dello scorso 20 ottobre. Il rapinatore ha confessato ed è stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere

Il video diffuso oggi dalla squadra mobile della questura è drammatico: il rapinatore irrompe in farmacia all’improvviso, è vestito di scuro, un berrettino in testa, volto scoperto. Mostra una borsetta al farmacista, che in quel momento è al telefono: è colto di sorpresa, ma cerca di mantenere la calma: «Scusa ma mi stanno facendo una rapina». Il malvivente perde la testa, alza la pistola e spara, così, senza appello, alla gamba, mostra la borsetta a un altro commesso, incassa e se ne va.
Ecco come è stato incastrato Carmelo Ragusi il rapinatore di 39 anni che, secondo le accuse, è l’uomo che ha fatto il colpo alla farmacia Gagliardelli di viale Milano il 20 ottobre. Il video a circuito chiuso del negozio lo ritrae mentre spara a bruciapelo e grazie a queste sequenze si è arrivati al colpevole. Le immagini sono state trasmesse, nei giorni successivi al fatto, dalla squadra mobile alle altre forze dell’ordine. Un agente della polizia penitenziaria di Varese ha riconosciuto il volto dell’autore della rapina. Il giorno prima era arrivato come detenuto ai Miogni, arrestato dai carabinieri a seguito di un assalto a un distributore di Cunardo.
La scientifica ha completato l’opera, isolando dai fotogrammi un neo sulla guancia sinistra, che traccia con precisione l’identikit di Ragusi e che sarà una prova importate a processo. Il 5 novembre, durante un interrogatorio in procura, l’uomo ha ammesso di essere l’autore della rapina violenta per la quale è stato raggiunto, venerdì, da ordinanza di custodia cautelare in carcere, spiccata su richiesta del pm Agostino Abate. E’ accusato di rapina aggravata, detenzione di armi clandestine e tentato omicidio.
Il suo arsenale è stato trovato in un garage, a Luino, durante una perquisizione della Guardia di finanza: una semiautomatica con matricola abrasa, una 375 magnum, la Beretta C9 usata per la rapina, 250 munizioni, passamontagna, guanti di lattice, due coltelli, 3 paia di manette, 3mila euro.
Oltre al colpo contro il benzinaio di Cunardo, aveva computo una sanguinosa rapina, il 5 giugno, ad un distributore in Canton Ticino, sparando al titolare che rimase per settimane in coma. Un uomo molto pericoloso che agiva a volto coperto forse perché non aveva nulla da perdere, ma anche perché sapeva di non essere mai stato fotosegnalato nei sistemi di riconoscimento delle forze dell’ordine.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 novembre 2009
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