“Un registro per il testamento biologico anche a Gallarate

La consigliera della sinistra Cinzia Colombo chiede di istituire, come è avvenuto in altre città, una raccolta delle dichiarazioni di fine vita. "La legge garantisce già il diritto di scegliere quali cure ricevere, occorre renderla concreta"

Sinistra per Gallarate chiede un registro per il testamento biologico presso il Comune. La proposta, presentata dalla consigliera Cinzia Colombo con una mozione, sarà discussa nel corso della seduta del consiglio comunale in programma questa sera, 16 novembre. «Per permettere ai cittadini gallaratesi di esprimere le proprie volontà sulle cure mediche da ricevere o non ricevere in caso non siano più in grado di manifestare il consenso, Sinistra per Gallarate propone che l’Amministrazione disponga la raccolta e la conservazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario. La legge stabilisce infatti che la funzione di certezza circa la provenienza di dichiarazioni private può essere assicurata anche dai funzionari comunali». Negli ultimi mesi – anche in seguito al dibattito seguito alla vicenda di Eluana Englaro, il registro dei testamenti biologici è stato istituito infatti in diverse città italiane, da Genova e Firenze a molti Comuni più piccoli, dalla Toscana alla Campania, all’Emilia Romagna. Una settimana fa – il 10 novembre – anche il consiglio comunale di Torino ha impegnato la giunta a istituirne uno. In molti casi, come ad esempio a Roma, la proposta è stata o è ancora al centro di un acceso scontro, che spesso coinvolge, oltre alle forze politiche, anche l’associazionismo e la società civile. A Gallarate il dibattito sarà sereno?
«Nell’istituire la raccolta dei testamenti biologici – continua la mozione presentata dalla Colombo – il comune di Gallarate renderebbe concreto ciò che la legge garantisce: il diritto di scegliere quali cure ricevere. E contribuirebbe a riconoscere i cittadini come persone capaci di intendere e di volere, e quindi capaci di autodeterminarsi e di scegliere sulla propria vita».
La proposta di un registro che raccolga le “dichiarazioni anticipate di fine vita” (questa la denominazione ufficiale del cosiddetto “testamento biologico”) secondo la consigliera Colombo consentirebbe di dare attuazione alla normativa italiana e internazionale sul tema, nonchè alle indicazioni del comitato nazionale di bioetica: «Sono diversi i riferimenti legislativi che lo affermano: norme italiane ed europee, nonché recenti sentenze della Corte Costituzionale. Ne consegue che le istituzioni devono garantire che le decisioni delle persone siano rispettate, e anzi devono favorire la possibilità che esse siano liberamente e consapevolmente dichiarate».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 novembre 2009
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