Unione delle case di riposo, la Bellini dice no

Il consiglio di amministrazione della casa di risposo Bellini si è riunito per rispondere alla paventata unificazione in una nuova sede voluta dall'amministrazione col benestare della casa di riposo "Il Girasole"

L’amministrazione indica l’area su cui dovrebbe sorgere la nuova casa di riposo dei sommesi, il cavalier Silvio Pezzotta della rsa "il Girasole" punta ad una struttura nuova ma il consiglio di amministrazione della fondazione Bellini, che guida l’omonima casa di risposo, si è riunito oggi per dire "no", un rifiuto secco a chi vuole unire sotto un’unica realtà, fuori dal centro cittadino, le due case di riposo di Somma Lombardo: «Non abbiamo nessuna intenzione di avallare questa scelta – fa sapere il presidente del cda della fondazione privata Cesare Zocco Ramazzo – non abbiamo debiti, non chiediamo soldi a nessuno, abbiamo ottimi servizi e rette tra le più basse della provincia. Non capisco per quale motivo dovremmo andare via da qui. Questa casa di riposo è un’opera di bene della famiglia Bellini, la stessa che ha voluto l’ospedale e nel nostro cda c’è ancora un discendente della famiglia».

La casa di riposo Bellini è una fondazione di diritto privato con un cda composto da sette elementi, sei dei quali erano presenti all’incontro con la stampa di questa mattina (venerdì), per opporsi a chi vuole l’unificazione. Ospita 36 anziani, alcuni dei quali non autosufficienti, e sta investendo 1,6 milioni di euro per adeguarsi alla legge regionale che impone la sala per il culto, il bar e una sala pranzo ogni 20 ospiti. «L’amministrazione ha individuato nel pgt l’area della Maddalena, fuori dal centro cittadino e lontano dall’ospedale, una soluzione che a noi non piace perchè isolerebbe definitivamente i nostri anziani dalla città – continua il presidente – ora siamo in un’area che è all’interno dell’ospedale, sarebbe una follia spostarci».

Di tutt’altro avviso, invece, il presidente del cda della casa di riposo in regime pubblico "Il Girasole", 60 posti e una sede che è sempre all’interno dell’area dell’ospedale: «Siamo due cose completamente diverse – spiega ancora Zocco Ramazzo – per il semplice motivo che noi siamo una fondazione di diritto privato mentre loro devono sottostare alle regole del servizio pubblico. Non operano in regime di concorrenza ma con le gare risultando più ingessati e senza beni patrimoniali». Situazioni differenti che devono essere tenute, dunque, ben distinte. Ma come fare per non perdere la propia autonomia e i risultati fin qui raggiunti? «Volendo basterebbe cambiare lo statuto della fondazione – conclude poco convinto Zocco Ramazzo – togliendo le nomine dei 4 rappresentanti del consiglio comunale», un’ipotesi che i consiglieri di amministrazione, al momento, escludono.

Silvio Pezzotta, presidente della Casa di riposo "Il Girasole", precisa: «Noi non abbiamo mai auspicato l’unione delle due case di riposo – ha replicato – mentre vediamo di buon occhio la nuova struttura che l’amministrazione sta portando avanti. E’ indubbio che, per avere standard qualitativi migliori, è necessaria una struttura moderna che qui non abbiamo anche se in questi ultimi anni è stata di molto migliorata grazie allo sforzo collettivo di tutti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2009
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