Vicenda Stem, presidio davanti al municipio

Manifestano sotto la pioggia i dodici addetti alla progettazione macchine licenziati per chiusura del ramo d'attività dall'azienda del gruppo Danieli, che delocalizza l'ingegnerizzazione del prodotto in Thailandia

Presidio dei dipendenti licenziati da Stem, azienda metalmeccanica bustese di via Goito, stamane presso il Municipio in via Fratelli d’Italia. I dodici dipendenti che resteranno senza lavoro per il trasferimento della progettazione in Thailandia (Paese su cui la proprietà, il veneto Danieli, ha investito molto negli anni scorsi) hanno distribuito volantini e informato i passanti diretti all’anagrafe comunale, alla posta e agli uffici della situazione creatasi. «Non ci sono purtroppo novità sostanziali, per ora» riferisce il sindacalista Fim-Cisl Giuseppe Pizzi che sta seguendo la vicenda, una storia se si vuole comune, in tempi di crisi, ma che, a parte l’essere slegata da qualsiasi discorso di difficoltà aziendali (che non ci sono), mette in luce come ormai anche le professionalità tecniche di un certo livello, a mollo in un mercato globale pieno di grottesche distorsioni, perdano terreno di fronte alla concorrenza di "colleghi" esteri dalle esigenze economiche assai minori. «L’azienda ha comunicato alla direzione provinciale del lavoro che non si è raggiunto l’accordo. Noi volevamo la cassa integrazione straordinaria, e si può fare anche in caso di licenziamenti per cessata attività, ma la proprietà si è opposta.  A questo punto si attende una convocazione in direzione provinciale del lavoro; nel frattempo speriamo di sensibilizzare i cittadini bustesi con questa protesta, e che la posizione dell’azienda cambi». "Stem a cà" si legge sugli striscioni. I dodici (ex) dipendenti Stem sono purtroppo in ottima compagnia, di questi tempi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2009
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