“Viva la banda, ecco la legge che la protegge”

Una proposta di Marco Reguzzoni per salvare la musica popolare e finzianziare le corali di paese. Il Governo accetterà di metterci dei soldi?

Quando la banda passò. Marco Reguzzoni firmò. Potrebbe suonare così, è il caso di dirlo, un passaggio di una canzone di ringraziamento al deputato leghista, da parte della bande italiane, se mai dovesse essere approvato un progetto di legge che il deputato bustocco ha presentato il 18 novembre alla camera dei deputati. Un testo che deve essere ancora limato dagli uffici legali, ma che in sostanza  è una vera e propria ode alla musica popolare: i cori, le bande di paese, il folk, il mondo delle feste in piazza e delle feste popolari.  
Il punto centrale della legge, è questo: destinare nuovi fondi per sostenere la musica folk. Ai comuni sarebbe concesso di sforare i vincoli del patto di stabilità per finanziare bande e cori, i genitori dedurranno dalle tasse le spese per i figli minorenni iscritti ai corsi di musica popolare. Ma anche Roma dovrà dare una mano. Il Ministero dell’istruzione, dovrà promuovere corsi di musica popolare rivolti agli alunni della scuola dell’obbligo, «avvalendosi di personale abiltato facende parte di bande e cori amatoriali, mediante apposite convenzioni con gli enti locali». Insomma, la banda dovrebbe entrare tra i banchi di scuola, perché fa gruppo, tiene vive le tradizioni, insegna a capire la musica e a usarla insieme agli altri in un contesto di amicizia.
Il deputato Marco Reguzzoni tuttavia, sa che per far approvare le leggi, ci vogliono i soldi, l’impianto della proposta è per buona parte in detassazione e dunque a costo zero per l’ente pubblico.  Lo sforzo richiesto alle casse statali sarebbe di 1 milione di euro annui, sottratti dal fondo triennale alla dotazione del Ministero degli esteri (meno ambasciatori e più bande?); anche il Ministero dei beni culturali dovrebbe poi stanziare 500mila euro annui per promuovere gli scambi tra bande anche straniere (una sorta di erasmus?) a e al Ministero dell’istruzione vengono chiesti 5 milioni di euro annui per i programmi nelle scuole (tutti in banda all’intervallo?). Infine, alla Rai sarebbe demandato il compito di tenere un archivio bandistico per la musica popolare. Reguzzoni si è appassionato al tema  e nel progetto di legge ha scritto che con la musica popolare «i nostri popoli hanno espresso ed esprimono le proprie emozioni ed i propri sentimenti collettivi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 novembre 2009
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