Giornata della Memoria, il grazie dell’associazione Italia-Israele

Di fronte a tante iniziative, allo sforzo comune di coltivare il ricordo e la consapevolezza del Male assoluto nella storia, l'associazione ringrazia gli amici vicini e lontani

C’è una scritta sezionata in tre che si sta cercando di restaurare ad Auschwitz. Quell’”Arbeit macht frei” rubata e poi recuperata, ma che difficilmente tornerà alla sua posizione originale, per timore di altri sfregi: ne rimane una copia. Sottrarre la Memoria , farla scomparire, spezzarla: sono tentativi che abbiamo visto moltiplicare nel secolo scorso e anche nel nuovo millennio.

Ma noi dell’Associazione Italia Israele – Varese Alto Milanese siamo felici di vedere una moltiplicazione che invece è positiva e dirompente nel nostro territorio. E’ quella della voglia di difenderla, la Memoria , di coinvolgere sempre di più i giovani, di aprire le porte a nuove iniziative e seminare ancora perché si sprigioni e diventi realtà l’urlo di Auschwitz e di ogni campo di sterminio: “Mai più”. Ed è soprattutto la voce dei ragazzi, quella che accogliamo con gioia, come il segnale più forte, una roccia che ferma il tempo in corsa per scavare e travolgere.

Anno dopo anno, questa voce si fa più forte. Come quella di tutti coloro che ricercano la Verità e la Pace e che si mettono in gioco, a volte anche quando costa sofferenza.

Parliamo dei Testimoni, diretti e indiretti. Quest’anno un momento fondamentale è la presentazione del libro della dottoressa Anna Maria Hàbermann, “Il labirinto di carta”. In cammino verso il passato di suo padre – il dottor Aladàr che aveva salvato decine di persone durante la guerra nella nostra zona – e della sua famiglia, questo medico che abita a Busto Arsizio ha condotto tutti noi lungo un sentiero dove il ricordo è conquista e coraggio quotidiani. Un sentiero su cui già martedì 26 gennaio si sono incamminati i ragazzi della scuola Bellotti di Busto Arsizio, ma che altri giovani potranno affrontare nelle prossime settimane.

Perché la Memoria non dura un giorno, la Memoria è un valore che ci sprona verso il futuro e che si arricchisce di forza traendo spunto da storie vissute vicino e lontano. Non possiamo dimenticare il Testimone che ha guidato diverse generazioni, Angioletto Castiglioni, capace di far risuonare sempre la sua voce e di offrirla per chi non è potuto tornare dai campi di sterminio. E ci piace ricordare anche gli amici lontani, che camminano lungo un sentiero diretto alla stessa meta, l’armonia dell’umanità. Pensiamo ad Angelica Calò Livné in Israele che con i suoi ragazzi proprio in questi giorni sta portando un nuovo progetto didattico in Italia. Noi abbiamo già potuto emozionarci e imparare dallo spettacolo di teatro-danza “Beresheet”. Ora sono stati coinvolti anche dei ragazzi giordani che con i coetanei israeliani canteranno che la voglia di conoscersi e l’abbattimento di ogni barriera sono più forte di ogni forma di odio e di paura.

Anche questo è Memoria, per noi, e come associazione abbiamo cercato di lavorare con coloro che scrivono questo messaggio ogni giorno con la loro umanità, la loro dedizione e la loro fiducia . Per questo ringraziamo tutti coloro – scuole, teatri, associazioni, amministrazioni comunali – che in questi anni hanno seminato e costruito con noi.

Per l’Associazione Italia Israele Varese-Alto Milanese

Rossano Belloni

Marilena Lualdi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2010
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