Medici varesini , volontari nel mondo

Il 6 maggio, all'Atahotel un convegno organizzato dall'Ordine dei Medici presenterà le esperienze dei professionisti varesini volontari nei paesi del terzo mondo

Lo staff dell'ambulatorio gestito dall'Associazione Amicus onlus in GhanaTrascorre un mese all’anno tra gli ammalati del Ghana. Ne cura le malattie, insegna loro a prevenire. Impara ad affrontare la morte con fatalistica rassegnazione. Quando torna nel suo studio di medico di base a Varese, si riappropria di quel senso di miracolistica aspettativa che i suoi pazienti hanno verso la medicina e si rigetta nella sua professione, altamente tecnologica e un po’ disumana.

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Due modi diversi di affrontare la malattia, due culture differenti impossibili da contaminare. È la storia del dottor Aurelio Sessa, medico di medicina generale e volontario dell’associazione Amicus onlus che da cinque anni parte ogni primavera per portare assistenza a Biriwa,  villaggio di pescatori del Ghana, dove esiste un ambulatorio, oltre a un centro di formazione e uno di sostegno al microcredito.
Il dottor Sessa sarà uno dei protagonisti, insieme ad altri colleghi varesini in giro a portare soccorso e sostegno in paesi dove la medicina è un lusso, giovedì 6 maggio all’Atahotel di Varese, nel convegno organizzato dall’Ordine dei Medici della provincia dal titolo "Medici e volontariato". 

«È un’esperienza che ti porti dietro e che ti accresce umanamente – afferma il dottor Sessa – non è in alcun modo replicabile da noi perchè il rapporto tra medico e paziente è completamente diverso. In Ghana, un paese dove il rapporto tra medico e pazienti è di uno a 45.000, la malattia viene vissuta con fatalismo. Vedo madri che ci portano bimbi anche piccoli ormai in fin di vita e che se ne vanno con il corpicino ormai senza vita sulle spalle senza versare una lacrima. Sono per noi esperienze strazianti ma per loro è solo questione di destino».

Il mese ghanese trascorre nell’ambulatorio che viene gestito dalle sole infermiere ( figure che hanno ricevuto una minima formazione sanitaria) con l’assistenza del dottore inviato dall’associazione Amicus e in giro per i trenta villaggi del circondario: « Il nostro bacino di utenza è di circa 180.000 persone. Quando arriviamo nel villaggio, il nostro primo compito è quello di presentarci e salutare il capo del villaggio e il guaritore. Solo una volta adempiuto a queste formalità, possiamo accogliere e vaccinare la popolazione. Sono equilibri delicati, ma basta rispettarli per essere accettati. Certo, il medico bianco è sempre visto come un estraneo, ma in questi anni siamo riusciti a costruire un rapporto di fiducia con il territorio, tant’è che visitiamo circa 20.000 persone all’anno».
Il Ghana è un paese dove la medicina, pur avendo grande considerazione, ha bisogno di aiuti esterni: «I medici che si laureano all’università lasciano il paese alla ricerca di condizioni di vita migliori. E questo avviene perchè il titolo di studio ha valore anche negli altri paesi. Così il Ghana deve rivolgersi alle associazioni umanitarie o a paesi, come Cuba, che invia personale periodicamente. In questo paese, però, si stanno sviluppando politiche di prevenzione efficaci, infatti in Ghana solo il 5% della popolazione è ammalata di Aids e si sta promuovendo l’uso delle ciabattine infradito per eliminare le infezioni che si contraggono camminando a piedi nudi».

Storie diverse, di una medicina che sembra così lontana e approssimativa (« non abbiamo tecnici o strumentazioni» ) ma che ha un grande valore nei paesi del terzo e quarto mondo: « Abbiamo voluto organizzare questa serata – spiega il presidente dell’Ordine Roberto Stella – per far capire che, oltre agli episodi di malasanità che fanno notizia nel nostro paese, ci sono molte, moltissime storie di "buonasanità" dove i protagonisti sono proprio i medici a cui noi stessi ci rivolgiamo».

Alla serata sono attese anche le testimonianze del dottor Alberto Reggiori, reduce da Haiti, la dottoressa Maria Assunta Lenotti, che ha creato un ambulatorio in una zona impervia al confine tra Pakistanm e Afghanistan, il dottor Filippo Bianchetti, che parlerà dell’assistenza agli stranieri in Italia, il dottor Dino Azzalin, volontario in Africa per le cure odontoiatriche, e il dottor Italo Turato, che ha dedicato la sua professione all’assistenza dei poveri e bisognosi in giro per il mondo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2010
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