Per favore Tremonti tassaci!

La nuova provocatoria protesta dei ricercatori contro i tagli previsti dalla manovra fiscale è una "tassa addizionale anticrisi". Ecco il perchè

per favore tremonti tassaciLa manovra non piace, piuttosto una tassa. È questa la nuova provocazione dei ricercatori della Rete29Aprile che chiedono al Governo, a perfetta parità di risparmi preventivati, di trasformare gli attuali tagli ai meccanismi di progressione stipendiale in una Tassa addizionale anticrisi. "L’attuale previsione – si legge nella nota del coordinamento – infatti, è fortemente iniqua, perché manifesta una progressione inversa: il maggior carico grava sulle prime fasce di anzianità per ogni ruolo, come giovani ricercatori e Professori che hanno preso da poco servizio (verrebbe decurtata fino al 32,7% la retribuzione attesa, secondo una analisi del Sole24Ore), mentre diminuisce progressivamente per chi ha già raggiunto i massimi livelli stipendiali. Oltre a ciò, la decurtazione ha effetti permanenti, non limitati nel tempo e di intensità spropositata". Il Senatore Valditara, relatore di maggioranza del disegno di legge di riforma dell’Università, in una sua intervista ha stimato in 400.000 € il danno economico per un giovane professore associato nella prospettiva di 30 anni di carriera.

"Questo è semplicemente irragionevole: non si adottano misure di carattere perpetuo per superare una crisi economica che si giudica contingente. Così si impone una sorta di “mutuo di Stato forzato”, acceso da ciascun ricercatore e professore per ripianare di tasca sua, durante tutta la sua vita (pensione compresa) i debiti del Paese. Il Governo in molte occasioni manifesta ottimismo sulle prospettive e sulla capacità di reazione dell’Italia, ampiamente condiviso da chi è attivo nel settore pubblico. Ottimismo che sembra dissolversi quando si pensa di adottare misure fortemente restrittive su alcune categorie, con effetti permanenti, come se la crisi fosse destinata a durare per sempre. C’è qualcosa che non sappiamo? Se il Governo confida davvero, come noi, in una rapida uscita del “sistema Paese” dall’attuale crisi economica, risponda alla nostra richiesta adottando una misura emergenziale, chiara sia nell’impatto sui singoli che sulla durata".

"La Tassa addizionale anticrisi che chiediamo di istituire a nostro carico in sostituzione dei tagli permanenti ai meccanismi di progressione stipendiale, ancor più iniqui, presenta i seguenti vantaggi, che crediamo dovrebbero essere unanimente condivisi da chiunque abbia fiducia nel Paese e nelle sue istituzioni: Rigore e responsabilità: attribuisce al Governo la doverosa responsabilità per i rigorosi sacrifici richiesti, aiutandolo a non farli durare più del necessario. L’assunzione di responsabilità, per i Ricercatori, è un principio cardine: la chiedono per loro stessi, tramite la valutazione delle loro attività, e la pretendono da chi governa e amministra. L’istituzione di una tassa è chiara, comporta l’assunzione di una responsabilità da parte del Governo e chiama le cose con il loro nome, senza girarci attorno; Minore iniquità: colpisce tutti gli Universitari secondo un’uguale percentuale del loro reddito (oggi, invece, soprattutto i più giovani e i redditi più bassi);
Trasparenza e responsabilità sociale: rende chiaro all’intera società l’ammontare del contributo richiesto a ciascuna categoria per l’emergenza crisi, rimarcando i giusti oneri e onori in capo a chi è chiamato a contribuire maggiormente; sollecita una più diffusa percezione di responsabilità sociale, anche nei confronti di chi, nel passato, ha frodato la propria comunità contribuendo a portarla all’attuale crisi (condonati d’ogni tipo, speculatori ed evasori fiscali, ecc.); Fiducia: la tassa si configura come temporanea e collegata alla fiducia nella capacità del sistema di uscire dalla crisi. Cesserà quando sarà dichiarata concluso l’effetto della crisi economica sul Nostro Paese. È dunque una dimostrazione di fiducia sia da parte del Governo che da parte di chi la paga".

Ulteriori informazioni sulla proposta si trovano all’indirizzo www.Rete29Aprile.it, dove è anche possibile sottoscriverla.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 luglio 2010
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