Ai saldi spuntano i turisti

Tornata di saldi "normale" tranne che per dei nuovi clienti pronti a fare capolino: tedeschi, olandesi, ma anche italiani di altre regioni. Che comprano a Varese ma soprattutto sul lago Maggiore

Ad un giorno dalla chiusura dei saldi estivi, il bilancio che ne traggono i negozi varesini ha qualche inaspettata novità:  «Nei primi 15 giorni di luglio un certo interesse per i saldi c’è stato, come avviene tradizionalmente e poi, altrettanto tradizionalmente, c’è stata una flessione ideologica – spiega Giorgio Angelucci, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento a Varese e presidente di Uniascom -. Ad agosto soprattutto a Varese c’è stato una curiosa attenzione nei giorni feriali, più brillanti del solito. Molto meno invece nei sabati: il lavoro in quelle giornate era spento. Il periodo dei saldi si chiude comunque sostanzialmente come l’anno scorso: senza infamia e senza lode, ma senza nessuno che si attendesse niente di speciale».

Però: «Una nota originale e positiva è stata quella relativa ai turisti: che si sono visti in maggior numero, a fronte di qualche italiano in meno – spiega Angelucci -. Da noi abbiamo visto francesi, tedeschi, olandesi e anche qualche asiatico. Poca cosa vista dalla parte del budget, ma rilevante come segnale».

Un fenomeno che si è mostrato non solo a Varese, ma anche e soprattutto sul lago: «Ha fatto parte delle prime analisi in associazione – spiega Angelucci – dove, innanzitutto, si è rilevata una maggiore presenza di turisti, in particolare sul lago Maggiore».

«I saldi? sono andati bene – conferma Antonella del Glicine di Angera – Ai saldi da noi partecipano innanzitutto i clienti abituali, ma quest’anno c’erano anche parecchi turisti. Francesi sempre, ma anche olandesi e tedeschi».

«Noi lavoriamo soprattutto con i clienti abituali, ma nella quindicina di giorni a cavallo di ferragosto il fatturato è stato incrementato dai turisti – aggiunge Laura, del negozio Anteprima di Laveno – Soprattutto tedeschi e olandesi ma,  per la prima volta, anche italiani: da noi sono capitati veneti e toscani. Bisogna dire che per “creare giro” le manifestazioni hanno contato molto. Penso per esempio alla giornata di ieri , quando c’era il Mipam: c’era una bella affluenza di gente. Non che questo abbia portato un super incremento in termini di guadagno, però ha certamente variato la clientela».

Tutto ok dunque? non molto, soprattutto per quello che riguarda lo strumento stesso dei saldi. Obsoleto, e per niente d’aiuto per i piccoli negozi costretti a confrontarsi con una grande distribuzione sempre più ingombrante. «Per riuscire a contrastare la grande distribuzione, i piccoli negozi non dovrebbero subire delle concorrenze come le promozioni consentite alla grande distribuzione sotto forma di sconti ai clienti “tesserati” una presa in giro che taglia fuori i punti vendita che non possono avere una organizzazione del genere. Tanto vale liberalizzare le promozioni, mantenendole magari in certi limiti: come per esempio il 30% massimo di sconto e il 30% massimo di prodotto scontabile – precisa Angelucci -. Poi la data dei saldi dovrebbe essere nazionale, non regionale: eviterebbe sciocche concorrenze interne».

«E questi saldi, comunque, non funzionano – conclude il discorso Antonella, la proprietaria del Glicine – E’ ora di finirla di fare i saldi a inizio estate: così finisco per sei mesi all’anno in saldo, e non va bene. Per fare vivere i iccoli negozi, i saldi si fanno a fine luglio, non all’inizio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 agosto 2010
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