Attenzione alla pesca del gambero rosso: proteggiamo i gamberi nostrani

Il Wwf scende in campo in difesa delle specie autoctone: "Occorre proteggerle dalla pesca indiscriminata"

Wwf in campo in difesa dei gamberi "di casa nostra": la preoccupazione dell’associazione ambientalista è che la pesca indiscriminata danneggi la fauna ittica del lago.
«Il Gambero rosso della Luisiana – spiegano – è  solo uno dei più eclatanti esempi di colonizzazione di specie “aliene” nelle nostre acque interne; in uno studio del 2007, sono state infatti elencate ben 112 specie invasive nei nostri laghi e fiumi, favorite soprattutto dalla cattiva gestione dei nostri corpi idrici e dall’ignoranza di chi rilascia pesci gatti, siluri, gamberi americani e turchi, tartarughe dalle orecchie rosse californiane e “cozze” asiatiche.  «Il problema è serio – spiega il Wwf – e costituisce una grave minaccia per la biodiversità. Il lago di Varese è infatti solo uno dei tanti ecosistemi acquatici invasi dal Gambero rosso della Luisiana. (Procamabrus clarkii)  che è la più rustica ed invasiva specie di gamberi che stanno invadendo il nostro Paese. Infatti, a competere e minacciare il sempre più raro Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), la specie autoctona, protetta e presente  nel nostro Paese, vi sono anche un altro gambero americano (Orconectes limosus) e il meno diffuso Gambero turco (Astacus leptodactylus)». 
 
 
Così prosegue il documento del Wwf, elaborato dopo l’esplodere della "gambero mania" e le polemiche sugli eccessi della libera pesca nel lago:

LA GESTIONE DEL PROBLEMA:
In Italia il problema delle invasioni del gambero rosso è stato in parte già affrontato, anche se i risultati non sono sempre soddisfacenti. Nel lago di Massaciuccoli in Toscana, ad esempio, per contenerne la popolazione in costante aumento, è stata autorizzata la pesca tramite nasse.
 
Le proposte del WWF per il lago di Varese :
l’autorizzazione alla pesca del Gambero rosso della Luisiana deve essere effettuata secondo le disposizioni di legge provinciali (la pesca è regolamentata a livello Provinciale), evitando quindi fiocine o reti non autorizzate o quant’altro;
Nella Provincia di Varese è ancora presente il nostro Gambero di fiume che è specie protetta e ne è vietata la raccolta; è indispensabile, quindi, che la Provincia sensibilizzi la popolazione affinchè possa distinguere facilmente le due specie (nel Lago il nostro non dovrebbe più esserci ma è probabile che vi sia in aree limitrofe) o vieti qualsiasi cattura di Gamberi nei corsi d’acqua dove è presente la specie protetta (per un profano è facile confondere le specie);
L’eventuale presenza di Gamberi rossi morti deve essere subito segnalata: è già successo (lago di Massaciucoli), infatti,  il rinvenimento di gamberi morti al momento della cattura che, nonostante siano molto resistenti, risultarono colpiti da patologie causate da alte concentrazioni  di inquinanti.
Sarebbe importante un monitoraggio della presenza di Gamberi in tutta la provincia per definire con maggior dettaglio le azioni di contenimento per le specie aliene e di tutela per il nostro Gambero.
 
Il WWF da tempo ha avanzato al Ministero dell’Ambiente una serie di proposte per una strategia di contenimento delle invasioni di specie non originarie del nostro Paese basata sui seguenti punti:
 – promuovere la sensibilizzazione, attraverso una corretta informazione del pubblico, delle categoria maggiormente interessate, e dei decisori;
– raccogliere, monitorare, gestire dati e condividere le informazioni;
– rafforzare gli strumenti e i ruoli di politica nazionale, i quadri giuridici e istituzionali;
– favorire la cooperazione regionale e lo sviluppo di responsabilità;
– favorire la prevenzione ;
– garantire diagnosi tempestive e risposte rapide;
– attivare efficaci azioni di mitigazione degli impatti;
– promuovere il ripristino degli ambienti alterati dalle invasioni biologiche.
 
DA DOVE ARRIVA E COME SI COMPORTA: Il Gambero rosso della Luisiana, originario degli Stati Uniti centromeridionali , è stato introdotto volontariamente ed involontariamente nelle acque di mezzo mondo dal Giappone, al Sud-Est Asiatico, alla Spagna, al Costa Rica, al Portorico, a S. Domingo, al Venezuela, al Kenya, al Sudan, all’Uganda, fino ad arrivare, in questi ultimi decenni, anche in Italia. Costituisce un vero problema per la sua capacità di colonizzazione in quanto è una specie a crescita rapida e fecondità elevata: i gamberi sono maturi sessualmente  già a pochi mesi dalla nascita. Una femmina adulta arriva a produrre fino a 600 uova anche due volte nello stesso anno. Resiste ai periodi siccitosi più critici scavando profonde buche o alla riduzione di ossigeno nell’acqua respirando con le branchie fuori dell’acqua e, grazie a ciò, riesce a uscire dall’acqua e a spostarsi da un corpo idrico all’altro. Così lo si trova nelle acque ossigenate di fontanili e sorgenti, in laghi, paludi e canali d’irrigazione, insomma un po’ ovunque. E’, inoltre, un portatore sano della “peste del gambero” e per questo principale diffusore di questa malattia, vera e propria minaccia per il nostrano gambero di fiume (Austropotamobius pallipes).
 
Una scheda di riconoscimento, per distinguere le varie specie presenti in Italia, è stata pubblicata dalla Università di Pavia:
 http://www-3.unipv.it/acquint/specie.htm#Procambarus%20clarkii

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2010
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