Bike Sharing, qualcosa si muove

La Giunta ha approvato un progetto, grazie anche a fondi ad hoc giunti da Roma. "Cicloposteggi" intorno al centro e tessere elettroniche individuali per gli utenti del servizio

La Giunta comunale di Busto Arsizio non ha smesso di lavorare nel mese di agosto, riunendosi ancora in una pio di occasione per votare delle delibere. Fra queste, una dà mandato di avviare la realizzazione di un progetto di bike sharing, ossia di bicilette pubbliche a disposizione dei cittadini: tema del quale peraltro si parlava già da qualche anno. Esso prende le mosse dalle previsioni di spesa per il triennio 2010-2012, in cui sono previste "azioni per rendere sostenibile la mobilità cittadina, promuovendo modalità di trasporto a minore impatto ambientale". Lo scorso anno il Comune ha aderito ad un bando della Fondazione Cariplo mirato proprio a questo scopo, proponendo un progetto mirato al bike sharing. Il progetto prevedeva allora una spesa di € 120.528,00 di cui € 72.316,80 coperti dal contributo di Fondazione Cariplo, il resto a carico dell’amministrazione. Poi, a febbraio di quest’anno, il ministero dell’Economia ha assegnato a Busto un contributo pari a 120.000 euro per gli anni 2009/2010 e ulteriori 20.000 euro per il 2011, denominato “Allestimento progetto bike sharing nel Comune di Busto Arsizio”.
Con tutto ciò, si può passare all’attuazione di un progetto che a questo punto risulterebbe anche ampliato rispetto alle iniziali previsioni; la citata quota parte del Comune verrebbe usata per interventi collaterali al sistema del bike sharing.

Si andrà dunque a pubblica gara per l’assegnazione della fornitorua, installazione e manutenzione dei servizi necessari. Il progetto, nelle sue linee guida, prevede di creare dei "cicloposteggi", di preferenza nelle vicinanze del centro città, "e solo successivamente, in base alla disponibilità economica, presso i quartieri periferici della città"; e la possibilità per il ciclista-utente di non riportare la bici forzosamente là dove l’aveva ritirata, bensì di lasciarla presso uno qualsiasi dei posteggi del sistema. I cittadini potrebbero utilizzare i mezzi tramite "una tessera elettronica fornita dall’erogatore del servizio (anche utilizzando la Carta Regionale dei Servizi)", e sarebbe identificato personalmente, per evitare vandalismi e furti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2010
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